Milano, minorenne cerca di evadere dal carcere e accoltella un agente

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Un agente della polizia penitenziaria di 49 anni è finito in ospedale a Milano, dopo essere stato accoltellato da un minorenne al centro di prima accoglienza che si trova accanto al carcere minorile Beccaria. Il ragazzino stava cercando di evadere dalla struttura. La denuncia del sindacato Sinappe: “Situazione.

Ultimo dell'anno che poteva finire in tragedia a Milano, dove un agente della polizia penitenziaria è stato accoltellato da un minorenne. L'episodio è avvenuto nel centro di prima accoglienza che si trova accanto al carcere minorile Beccaria. La struttura ospita i minori che vengono posti in stato di fermo o arresto fino all'udienza di convalida. Nel pomeriggio di domenica 31 dicembre un ragazzino, originario dell'Europa dell'Est, ha cercato di evadere dal centro. Sorpreso da un agente di custodia, non ha esitato ad accoltellarlo: due i fendenti sferrati, uno al braccio e l'altro all'addome.

La denuncia del sindacato: Situazione aberrante e abominevole

Particolarmente grave la ferita al braccio, che ha provocato all'agente un taglio di circa 7 centimetri sull'avambraccio. L'uomo, un 49enne, è stato soccorso dal 118 e trasportato all'ospedale San Carlo in codice giallo. Nell'episodio ha riportato anche una ferita lacero contusa all'addome. A riferire l'accoltellamento, che è solo l'ultimo di una serie di episodi che avvengono all'interno del carcere Beccaria, è stato il sindacato di categoria Sinappe (Sindacato nazionale autonomo polizia penitenziaria): "Quello che preme evidenziare è la situazione davvero aberrante ed abominevole  che si registra in una struttura penitenziaria, priva di livelli minimi di sicurezza ove il personale può operare in serenità – hanno affermato in una nota Pasquale Baiano e Giuseppe Merola, rispettivamente coordinatore nazionale e segretario regionale della Lombardia del sindacato – Come organizzazione sindacale lanciamo un forte grido di allarme e denunceremo l'accaduto alle autorità competenti affinché non accadono più analoghe e sconcertanti episodi come quello di ieri, inviando attestazioni di vicinanza al collega ferito. Se non dovesse bastare – concludono i due sindacalisti – saremo pronti ad una mobilitazione, a tutela della dignità del personale".

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