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Due uomini sono stati arrestati dalla polizia di stato di Milano nella giornata di ieri giovedì 24 ottobre. Si tratta di un egiziano di 46 anni e di un eritreo di 42 anni, entrambi accusati di introduzione illecita di stranieri. Il mandato d'arresto europeo è stato emesso dall’autorità Giudiziaria tedesca, secondo cui i due uomini avrebbero infranto la legge sul soggiorno e un articolo del codice penale tedesco. Un'operazione di rilievo internazionale condotta dagli uomini della squadra mobile milanese, che hanno rintracciato gli indagati nei pressi di alcune attività commerciali da loro gestite a Milano: un bar in via Lazzaro Palazzi e un’agenzia di viaggi in via Faà di Bruno.

L'attività illecita dei due uomini

Secondo quanto trapela dalla Polizia, le condotte criminali dei due uomini consistevano nell'intercettare i migranti, in prevalenza eritrei, per agevolare il loro spostamento dall'Italia verso altri Paesi europei, nel caso specifico verso Monaco di Baviera: il tutto attraverso documenti di identità e passaporti falsi e il pagamento di una cifra fissa corrispondente a 500 euro. Per questi viaggi clandestini i due uomini utilizzavano diversi mezzi di trasporto: treni in partenza da Milano Centrale, bus in partenza da Lampugnano e anche alcuni aerei che decollavano a Linate o a Malpensa. Gli arrestati sono stati anche sottoposti a perquisizione da parte delle forze dell'ordine, che hanno sequestrato telefoni cellulari, tablet e pc, materiale ritenuto utile per il proseguo dell'attività investigativa.

L'indagine avviata in Germania

L'arresto è frutto di una stretta collaborazione tra le forze di polizia tedesche e quelle italiane. L'indagine ha preso il via in Germania, a Monaco di Baviera, dove polizia e procura hanno iniziato a mettersi sulle tracce dei due uomini in modo autonomo, per poi coinvolgere nell'operazione la squadra mobile di Milano e il pubblico ministero Paolo Storari. Il sospetto è che gli indagati potessero utilizzare le attività commerciali milanesi di via Lazzaro Palazzi e via Faà di Bruno come copertura per continuare nel frattempo a trasferire centinaia di migranti muniti di documenti falsi verso la Germania.