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in foto: foto via Facebook

Una banda formata da una trentina di ragazzini ubriachi che invade un vagone della metropolitana M2 di Milano nella notte tra il 3 e il 4 novembre, disturbando gli altri passeggeri, fumando e minacciando di urinare nel vagone. Il fatto è stato denunciato da una giovane, Marta Balletto, che ha manifestato tutta la sua indignazione per quanto accaduto attraverso un post pubblicato su Facebook. L'episodio si è verificato durante l'ultima corsa della metro verde in direzione Cologno Nord. Da quanto riportato i ragazzini sarebbero saliti alla fermata Garibaldi, iniziando fin da subito ad assumere atteggiamenti incivili. "Un gruppo di 25/30 ragazzini ubriachi, maleducati – si legge nel post – che cominciano a dare fastidio alle persone nei vagoni ed in maniera provocatoria iniziano ad accendersi sigarette e spinelli manifestando di voler urinare all’interno del vagone”.

Le proteste inascoltate della donna

Il racconto della donna prosegue, spiegando come nessuno tra i presenti abbia cercato di placare gli animi dei ragazzini. A parte qualche breve commento di disapprovazione, nessuno ha preso provvedimenti di nessun tipo. Sul profilo Facebook della giovane si legge ancora: "Rimango basita e decido di provare a fare qualcosa, anche perché mancano cinque fermate prima che debba scendere, ed è l’ultimo treno, non posso prenderne un altro e soprattutto trovo assurdo dover respirare il fumo per tutto questo tempo. Vado verso il conducente, busso ripetutamente alla porta, vengo finalmente ascoltata, la risposta è: “Signorina mi dispiace, li vedo dalle telecamere, ho mandato l’annuncio che non si può fumare all’interno del veicolo, più di questo non posso fare, anzi se parte l’allarme antifumo siete tutti obbligati a scendere ed è anche l’ultimo treno”.

Migliaia di commenti e condivisioni

Il post in poche ore ha ottenuto più di 3mila ‘like’ e 8mila condivisioni, con raffiche di commenti di solidarietà e indignazione. Molti sottolineano l'inciviltà e la scarsa educazione dei ragazzini, ma anche il mancato intervento da parte del personale e delle autorità. Una reazione, quella degli utenti, forse anche al di là delle aspettative della stessa giovane che ha voluto condividere la sua disavventura.