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23 Gennaio 2018
13:37

Milano, la procura chiede di confiscare la casa di Fabrizio Corona: intestazione fittizia

La procura di Milano ha chiesto di confiscare l’abitazione di Fabrizio Corona, nel centro di Milano, in quanto sarebbe stata oggetto di intestazione fittizia. Il procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia, Alessandra Dolci, ha chiesto invece il dissequestro di una parte consistente, circa 1,8 milioni di euro, dei soldi sequestrati all’ex re dei paparazzi, che lo avevano fatto finire nuovamente in carcere.
A cura di Francesco Loiacono
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La procura di Milano ha chiesto di confiscare l'abitazione milanese di Fabrizio Corona, in quanto sarebbe stata oggetto di intestazione fittizia. Il procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia, Alessandra Dolci, ha formulato la propria richiesta davanti ai giudici della Sezione misure di prevenzione, chiamati a decidere sul destino dei beni sequestrati all'ex re dei paparazzi: oltre alla casa ci sono anche gli ormai famosi 2,6 milioni di euro che hanno fatto finire nuovamente in carcere Corona, a San Vittore da ottobre del 2016. In merito ai soldi sequestrati, il magistrato ha chiesto il dissequestro di una parte consistente, circa 1,8 milioni di euro, in quanto ha affermato che Corona avrebbe pagato le tasse, come sostenuto da sempre dagli avvocati difensori dell'ex manager dei fotografi. Non sono stati chiesti aggravamenti della misura di sorveglianza speciale alla quale Corona è sottoposto.

La casa di Corona si trova nella zona di corso Como: vale oltre due milioni

La casa dell'ex re dei paparazzi si trova nel centro di Milano, in via De Cristoforis. L'immobile, situato nella zona di corso Como, famosa per la movida, ha un valore di circa due milioni e mezzo di euro: secondo il pubblico ministero la casa, che era stata sequestrata dalla finanza nel novembre 2016, sarebbe stata oggetto di un'intestazione fittizia per sottrarla al controllo dell'Agenzia delle Entrate. Il sequestro dell'immobile era arrivato un mese dopo il nuovo arresto di Corona, finito a San Vittore il 10 ottobre del 2016 assieme alla sua collaboratrice Francesca Persi (poi scarcerata) perché accusato appunto di intestazione fittizia di beni, oltre che di violazione delle norme patrimoniali in relazione alle misure di prevenzione. Alla base della vicenda una somma ingente di denaro in contante, ritenuta nella disponibilità di Corona e sequestrata in parte nel controsoffitto dell'abitazione della Persi e in parte in una banca austriaca. Alla fine del processo l'ex re dei paparazzi era stato condannato lo scorso giugno a un anno di reclusione "solo" per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte: i due capi di imputazione più gravi, che avevano portato l'accusa a chiedere cinque anni di condanna, sono caduti.

L'avvocato di Corona: Non è un criminale, solo un gradasso

Il procedimento per decidere sui beni sequestrati è arrivato alle sue battute finali: in aula uno dei legali dell'ex agente dei vip, Ivano Chiesa, ha detto che Corona "ha fatto lo sciamannato con delle belle ragazze dietro", ma "è la persona più lontana dalla mentalità criminale che si possa concepire". L'avvocato ha poi proseguito affermando che Corona "non ha commesso più reati dal 2007": "La gente comune percepisce che non è un delinquente – ha concluso – ma che è solo un gradasso".

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