Il manifesto per il 25 aprile, 75° anniversario della Liberazione, realizzato da Ugo Nespolo
in foto: Il manifesto per il 25 aprile, 75° anniversario della Liberazione, realizzato da Ugo Nespolo

A Milano per la prima volta il 25 aprile 2020 non ci sarà la manifestazione nazionale per la Festa della Liberazione, organizzata ogni anno dal comitato permanente antifascista nato nel maggio del 1969 dopo le bombe alle Fiera campionaria, pochi mesi prima di quella di piazza Fontana. Non saranno posate le corone alla presenza di partigiani e autorità. Non si terranno incontri con gli studenti. Non si svolgerà nemmeno il concerto che era previsto al Teatro alla Scala in occasione del 75esimo anniversario della cacciata dei nazifascisti dal capoluogo lombardo.

25 aprile 2020: la Festa della Liberazione con il coronavirus

È un 25 aprile mai visto prima quello che attende i milanesi e tutti gli italiani, costretti in casa dall'emergenza coronavirus e dalle misure per il contenimento del contagio che ha provocato una strage in Lombardia e contagiato centinaia di migliaia di persone. "È una situazione difficilissima, la pandemia miete vittime in tutto il mondo. Ma proprio per questo, mai come oggi sono più importanti che mai i valori della Resistenza: solidarietà, bene comune, tolleranza e attenzione a chi soffre", spiega Roberto Cenati, presidente provinciale di Anpi Milano, intervistato da Fanpage.

"Il problema sanitario era al entro degli obiettivi delle Repubbliche partigiane", sottolinea Cenati ragionando sul valore della celebrazione del 25 aprile in uno dei momenti più difficili nella storia del Paese degli ultimi 75 anni. "Quando i problemi diventano di una complessità enorme, come accade oggi, si cerca sempre un colpevole. Lo vediamo succedere nel piccolo con il vicino di casa che infrange le regole e va a correre. In una profonda crisi economica e sociale si cerca sempre un capro espiatorio, come oggi i migranti un tempo gli ebrei, accusati di tutti i mali, senza capire che le responsabilità sono altre. Questa è la cosa che mi preoccupa di più. Allo stesso tempo si cerca l’uomo forte, un’eredità che si trascina dai tempi del fascismo. L'idea terribile di svuotare le istituzioni e cercare una figura che risolva tutto, è un pericolo attuale".

Bella Ciao cantata dai balconi, flashmob in tutta Italia

A livello nazionale Anpi ha lanciato una serie di iniziative, a partire dai canti partigiani sui balconi. "Canteremo Bella Ciao, Fischia il vento, Dalle belle città. Chiederemo aiuto alle radio per trasmetterli e dare un messaggio di unità al paese. A chi solleva le solite polemiche, – continua Cenati – ricordo che il 25 aprile è una data in cui dovrebbero riconoscersi tutti gli italiani che credono nella libertà e nei principi sanciti dalla costituzione, una data che oggi più che mai deve unire". A Milano l'idea è quella di lanciare il flashmob con Bella Ciao dai balconi alle 15, l’ora in cui il corteo si sarebbe dovuto muovere, come da tradizione, da Porta Venezia: "Vorremmo farlo alle 15, ma è un’iniziativa nazionale, quindi ci coordineremo con tutti gli altri. Sicuramente sarà nel pomeriggio".

L'appello di solidarietà per Caritas e Croce rossa

Un appello di solidarietà per il 25 aprile, per donare a favore della Croce rossa e della Caritas, è stato firmato da 1400 personalità del mondo dello spettacolo, della cultura, dell'associazionismo, della politica, del giornalismo tra cui Carla Nespolo, Gad Lerner, Carlo Petrini, Maurizio Landini, Romano Prodi, Carlo Verdelli, Alessandro Baricco, Gianrico Carofiglio, Dacia Maraini, Gustavo Zagrebelsky, Vasco Rossi, Jovanotti, Luciano Ligabue, Fiorello, Tiziano Ferro, Adriano Celentano, Gabriele Salvatores, Fabio Fazio, Giovanni Floris, Amadeus, Gerry Scotti, Ezio Greggio e Michelle Hunziker.