Il sindaco di Milano Beppe Sala e il ministro dell’Interno Matteo Salvini
in foto: Il sindaco di Milano Beppe Sala e il ministro dell’Interno Matteo Salvini

Il sindaco di Milano Beppe Sala torna nuovamente a parlare del governo e di Salvini e lo fa durante un intervento a Circo Massimo su Radio Capital dove spazia dalla Tav al reddito di cittadinanza, senza risparmiare un commento nemmeno sul futuro politico di Milano e del ministro dell'Interno. Il primo cittadino ha spiegato come lo stop alla Torino-Lione potrebbe rappresentare un'occasione persa sia economica che di sviluppo strategico: "La settimana scorsa ho incontrato la commissaria Ue ai Trasporti e mi ha detto che, se non vogliamo i soldi, li ridistribuiscono subito ad altri. Noi perdiamo i fondi europei e li danno ad altri", le parole di Sala come non abbia senso vantarsi di essere il quinto Paese industriale del mondo e secondo in Europa e poi scegliere di non voler distribuire al meglio proprio le produzioni nazionali.

Quota 100 danneggerà principalmente i comuni

Da un tema bollente all'altro il salto è breve per il sindaco che sottolinea le sue perplessità anche in merito alla scelta del governo sul reddito di cittadinanza: "Se al governo dicono che il reddito di cittadinanza è un percorso per avviare al lavoro è una balla", tuona Sala senza troppi giri di parole. Il sindaco accusa infatti il governo giallo verde di essere troppo distante dalle dinamiche aziendali che regolamentano il mercato del lavoro e che quasi mai utilizzano i centri per l'impiego nella ricerca del personale. "In 30 anni da manager non ne ho mai utilizzato uno", spiega il primo cittadino che vira poi la polemica su Quota 100 considerata l'ennesima scelta che potrà ripercuotersi in modo negativo anche sui comuni visti i blocchi obbligati nelle assunzioni. "È assurdo pensare che un milione di persone uscirà dal mondo del lavoro nei prossimi tre anni per fare spazio ad uno stesso numero in entrata: ad oggi si può parlare di un numero massimo di 200mila".

Salvini è l'uomo del momento non il padrone d'Italia

Lo definisce un governo del consenso Sala perché è più facile dire sì che dire no ai propri cittadini, ma allo stesso tempo "dare sempre ragione al popolo a mio parere è la negazione della politica, che invece è sintesi e decisione". E quando gli viene chiesto del futuro di Milano e di quello del vicepremier Salvini sempre più vicino al capoluogo lombardo nel 2021, il sindaco attacca: "Salvini non è il nuovo padrone dell'Italia ma l'uomo del momento, ed è stato abile a intercettare istanze come immigrazione, sicurezza. Ma io voglio pensare che ci sia spazio per il buonsenso e il buon governo". Non teme il confronto né il proprio futuro Sala che si dice forte del suo 63% di consenso ma ammette: "Quando sono stato eletto la Lega era supportata dall'11% dei cittadini, ora dal 36%, ma bisogna sperare che, al di là di questi falsi miti di uomini forti, duri e seminatori di tempesta, prevarrà la voglia di fidarsi di chi è competente".