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Il Comune di Milano sta studiando una mappa delle aree in cui sarà possibile applicare il daspo urbano. La misura introdotta dall'ex ministro dell'Interno Marco Minniti per presidiare le infrastrutture ferroviarie e le aree limitrofe, ora estesa dal Matteo Salvini alle aree cittadine considerate "monumentali", sarà sperimentata nel capoluogo lombardo.

Dai Navigli a Rogoredo: ecco dove si potrà applicare il daspo

Le zone interessate sarebbero state individuate, secondo quanto riportato oggi dal Corriere della Sera, sia in centro che in periferia: dalla cerchia dei Navigli alle vie attorno allo stadio Meazza, dagli ospedali San Carlo e San Paolo ai poli della movida di corso Como e dei Navigli, dalle vie dello shopping di corso Buenos Aires alla ‘zona rossa' di Rogoredo. Allo studio di Palazzo Marino c'è anche l'estensione della misura anche a tipologie più generiche di spazi, come parchi, giardini, scuole e poli culturali. Per poter applicare il daspo è necessario approvare il nuovo "regolamento di sicurezza urbana" che è allo studio ella giunta comunale e dovrà poi ricevere il via libera del consiglio, dove le opposizioni hanno già fatto sapere di guardare con favore all'iniziativa mentre qualche malumore potrebbe arrivare dai banchi della maggioranza.

Il sindaco: daspo urbano per rom abusivi

È stato lo stesso sindaco Giuseppe Sala, meno di un mese fa, a ipotizzare l'applicazione del daspo urbano per rom e nomadi abusivi. Nel corso di un incontro al Municipio 7 il primo cittadino ha espresso dubbi sull'ipotesi di chiudere i campi rom perché "vuol dire che saranno ancora più in giro", mentre ha anticipato che "si sta cercando di capire se si può lavorare bene con un ‘daspo urbano' e se ne sta discutendo anche con il prefetto". A stretto giro l’assessore e neo parlamentare europeo Pierfrancesco Majorino ha precisato che non ci saranno "mai daspo su base etnica”. Una dura critica al sindaco è arrivata da Dijana Pavlovic, portavoce del Movimento Kethane: “Un sindaco intelligente e che vuole risolvere i problemi non pensa al daspo, pensa a una soluzione per queste persone”.