(Archivio Fotografico Niguarda)
in foto: (Archivio Fotografico Niguarda)

Da Batman a Capitan America, passando per Superman e  Wonder Woman. Anche per i bambini del reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell'ospedale Niguarda di Milano è tempo di Carnevale ambrosiano, per alcuni il loro primo, e per questo non c'è travestimento più adatto di quello ispirato ai supereroi. Piccole copertine che avvolgono i piccoli pazienti che richiamano i celebri costumi dei fumetti. Ma c'è spazio anche per i piccoli insetti come api e coccinelle, sì, quelle che portano tanta fortuna. Un'iniziativa frutto dell'Associazione Amici della neonatologia dell'ospedale Niguarda, una Onlus conosciuta col nome di Neo, la cui portavoce Elena Signorini, ex infermiera del reparto che insegna all’università, spiega così: "La mia idea di arteterapia è che essere curati bene in un bel posto sia meglio che essere curati bene in un luogo brutto. Chi sta male o è preoccupato, come i genitori dei neonati, dall’ambiente può trovare conforto e rassicurazione".

Un progetto che prende ispirazione dagli Stati Uniti dove è pratica usuale negli ospedali cercare di rendere meno traumatico per i piccoli ma anche per le loro famiglie il percorso, spesso lungo, nelle strutture. Le piccole copertina in feltro adatte ad entrare in terapia intensiva sono state realizzate da un'artigiana di prodotti per l’infanzia, Silvia Renon. Si tratta di tre modelli da maschietto e tre da femminuccia, trenta esemplari in tutto che saranno poi regalati ai genitori. Il reparto del Niguarda ospita circa sette letti di terapia intensiva e venti di subintensiva per un totale di circa 350 neonati ricoverati ogni anno, bimbi che giungono non solo dal Milano ma da tutta la Lombardia: circa il 90,9% dei neonati ricoerati al Tin nati prematuri sono sopravvissuti e nel 67,2% dei casi senza disabilità.

"Grazie ai costumi più piccoli che siano mai stati cuciti abbiamo dato la possibilità a tutti i nostri piccoli ospiti della Terapia Intensiva Neonatale di trascorrere il Carnevale con i propri genitori – si legge in un posto di Neo – un modo per alleggerire i difficili momenti che questi piccoli guerrieri stanno attraversando insieme alle loro famiglie. Non sono i supereroi più teneri che abbiate mai visto?"