Milano ricorda oggi, 18 aprile, l'incidente aereo al Grattacielo Pirelli. Il 18 aprile del 2002, alle 17.46, un piccolo aereo da turismo guidato da Luigi Fasulo si schiantò contro il 26esimo piano del grattacielo progettato da Gio Ponti, da allora ribattezzato il "piano della memoria". Nell'incidente persero la vita tre persone: il pilota e due dipendenti della Regione, le avvocatesse Annamaria Rapetti di 40 anni e Alessandra Santonocito, di 39. Una settantina furono invece i feriti di un incidente che, anche per via del periodo in cui avvenne (pochi mesi dopo la tragedia dell'11 settembre 2001), gettò nel panico per ore il capoluogo lombardo: dopo lo schianto si sviluppò tra l'altro un incendio che richiese ore per essere domato.

Una targa al 26esimo piano del Pirellone ricorda le vittime

Nonostante vi sia ancora qualche dubbio e molte dietrologie sulle cause dell'incidente, le indagini hanno accertato che a causare lo schianto fu un errore o una serie di errori commessi dal pilota, il 67enne Fasulo. Il piccolo aereo, un Rockwell Commander, era decollato dall'aeroporto di Locarno in Svizzera. Nei cieli di Milano, mentre si apprestava ad atterrare all'aeroporto di Linate, il velivolo stando alle trasmissioni con la torre di controllo avrebbe accusato un problema al carrello. È probabile che proprio il tentativo di risolvere quest'avaria possa aver distratto il 67enne Fasulo, facendolo finire contro il Pirellone: le piste di un attentato o di un suicidio sono state ritenute prive di fondamento, come si evicne dalla relazione d'inchiesta sull'incidente pubblicata alla fine del 2002 dall'Ansv (Agenzia nazionale per la sicurezza al volo). Dal 2002, ogni 18 aprile, al 26esimo piano vengono commemorate le vittime dell'incidente, in particolare le due avvocatesse che al momento dello schianto si trovavano sedute al loro ufficio. Una targa ricorda le due sfortunate dipendenti, la cui tragica fine sembra però sbiadire sempre più nella memoria collettiva cittadina col passare degli anni.