Milano, gemelline riconosciute come figlie di due papà: lo impone il Tribunale al comune di Milano

Una famiglia può avere tante declinazioni, come ha stabilito il Tribunale di Milano che ha ordinato al Comune di trascrivere l'atto di nascita di due gemelline, nate lo scorso anno in California da madre surrogata, e figlie di una coppia di padri omosessuali. Figlie secondo lo stato americano dove è stata registrata la nascita delle due ma non secondo l'Italia e il comune di Milano nello specifico che attendeva la sentenza della Cassazione per decidere il da farsi.
Così l'ottava sezione civile del tribunale ha deciso che i due uomini, insieme da dieci anni e uniti civilmente in Italia, devono essere "riconosciuti genitori delle piccole, nonostante abbiano ciascuno un legame biologico con una soltanto delle minori" e, tale aspetto, "non può ritenersi lesivo di principi superiori" visto che il quadro normativo e giurisprudenziale "internazionale, comunitario e interno tende a valorizzare sempre meno questo legame, in favore di altri aspetti della maternità/paternità correlati al consenso, alla volontarietà e all'assunzione della responsabilità genitoriale". Alcuni l'hanno definita dunque una lettura basata sul rispetto dei principi fondamentali che guarda al nostro paese in relazione all'estero in cui i genitori omosessuali esistono e vengono tutelati e non esistono esistono "dati scientifici" che attestino la rilevanza dell'orientamento sessuale dei genitori sul benessere dei figli, si legge nell'ordinanza.
Le due piccole sono venute alla luce grazie alla fecondazione di due ovuli donati da una donna anonima e, poi, all'impianto e alla gestazione nell'utero di un'altra donna con la quale si erano accordati in base al diritto di famiglia californiano.