Potrebbe esserci la batteria di un monopattino alla base dell'incendio che ha ucciso nella notte tra giovedì 21 e venerdì 22 novembre la coppia di giovani fidanzati Rosita Capurso e Luca Manzin: i due sono morti nella loro mansarda in via Alzaia Naviglio Pavese a Milano probabilmente a causa dell'inalazione del fumo sprigionato delle fiamme. Ma sarà l'autopsia che sarà effettuata nei prossimi giorni dal medico legale a chiarire le esatte cause della morte.

Aperta un'inchiesta in procura: l'ipotesi è di omicidio colposo

Intanto il  pm di turno Gaetano Ruta ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di omicidio colposo: si tratta di un’inchiesta senza iscritti nel registro degli indagati, in attesa dei primi atti che arriveranno già entro sabato in procura. L'ipotesi della batteria del monopattino come causa del corto circuito che ha poi dato vita all'incendio è stata avanzata dagli inquirenti dopo il sopralluogo eseguito dai tecnici del Nucleo investigativo antincendi dei vigili del fuoco di Milano, ma si tratta di una prima ipotesi che dovrà essere confermata. Di sicuro la chiave della porta d’ingresso lasciata appesa nella toppa ha impedito alla zia della ragazza (che aveva una copia della stessa chiave) di entrare e provare a salvare i due fidanzati.

Secondo la ricostruzione avanzata dai carabinieri, Manzin è stato stordito dal fumo mentre dormiva. Rosita invece ha aperto gli occhi, si è resa subito conto di essere in pericolo e dopo aver chiesto aiuto a gran voce è corsa in bagno, forse per tentare di recuperare dell'acqua da utilizzare per domare le fiamme. Purtroppo però è stata anche lei soffocata dal fumo denso dell'incendio.