Milano, esposta una bandiera arcobaleno a Palazzo Marino. La Lega accusa: “Simbolo di parte”

Una bandiera arcobaleno posta lì dove c'è la bandiera italiana e lo striscione in memoria di Giulio Regeni, una bandiera all'esterno di Palazzo Marino, a Milano simbolo della comunità Lgbt esposta proprio nel giorno del Congresso delle famiglie di Verona. Per due ore quella bandiera ha volteggiato sul balcone d'onore della sede del Comune di Milano, cosa che non è passata inosservata al parlamentare e capogruppo della Lega, Alessandro Morelli che ha commentato: "Simbolo di parte, chi l'ha autorizzato?".
La bandiera autorizzata dal Comune su iniziativa di Re.A.Dy.
La risposta del Comune non si è fatta attendere: la bandiera è stata esposta su richiesta di Re.A.Dy. la rete nazionale delle pubbliche amministrazioni contro le discriminazioni, che proprio in occasione del congresso di Verona ha invitato tutto i Comuni a esporre il simbolo delle battaglie Lgbt per dimostrare la propria appartenenza a una rete per i diritti di tutti. Una scelta quella di esporre la bandiera effettuata dai dipendente del comune e autorizzata con un permesso ufficiale dall'Amministrazione. "Il Comune è ‘Cosa Loro' – ha continuato Morelli – contro il congresso della famiglia (che si tiene a Verona) da Palazzo Marino spunta una bandiera arcobaleno e i Pd in piazza tutti contenti. Con arroganza usano la più importante istituzione per essere sempre contro. Chi ha detto ai dipendenti di piazzare un simbolo di parte sulla casa dei milanesi?".