Un’attività organizzata dal Festival delle Periferie a Milano (foto Tornanti.cc Francesco Rachello e Eloise Mavia)
in foto: Un’attività organizzata dal Festival delle Periferie a Milano (foto Tornanti.cc Francesco Rachello e Eloise Mavia)

Cinque laboratori itineranti per cinque tappe nelle periferie milanesi: dal Giambellino Lorenteggio al QT8 Gallaratese passando per Corvetto Chiaravalle Porto di Mare, Adriano Padova Rizzoli e Niguarda Bovisa. A organizzarli è “Super, il festival delle periferie”, che in ogni tappa punta a coinvolgere le realtà del territorio e tutta la cittadinanza. Con proposte concrete di azioni che partano da chi i quartieri li vive e li anima, per aiutare i cittadini a interagire con chi amministra la città. Alla realizzazione dei laboratori collaborano cinque associazioni: Shareradio, Nocetum, Cascina Martesana, Nuovo Armenia, Mitades.

La rigenerazione urbana parte da sicurezza, verde, condivisione e multiculturalità

"Super vuole facilitare il dialogo tra soggetti diversi in campi comuni come ad esempio la rigenerazione urbana, l’attivazione di processi di sviluppo intersettoriale, la valorizzazione degli spazi condivisi e dello spazio pubblico in generale, la multiculturalità, la sicurezza, il verde, la convivenza, l’internazionalizzazione di pratiche e lo sviluppo di funzioni al piede degli edifici in aree di nuova e vecchia costruzione, con particolare attenzione a tutto ciò che si attiva dal basso, provando attraverso i propri mezzi, a rispondere a bisogni concreti e precisi", spiega Federica Verona, presidente di TumbTumb, associazione promotrice del festival. Tra i temi al centro del lavoro con le periferie, il verde percepito come spazio di insicurezza, la necessità di coinvolgere gli abitanti facendo in modo che alcuni luoghi possano essere maggiormente vissuti e trasformati, la domanda su cosa significhi fare mediazione interculturale nei territori. Ma anche la fatica di alcuni quartieri a tenere sotto controllo i cambiamenti sociali di una città in grande trasformazione. Grazie ai laboratori i cittadini avranno la possibilità di misurare come alcune piccole pratiche possano contribuire a migliorare la realtà del loro quartiere. I cinque laboratori si terranno da metà maggio a metà giugno, in giornate diverse e si concluderanno con momenti aperti ai quartieri e alla città. A conclusione dei laboratori, il 15 giugno, ci sarà un momento di confronto sui risultati emersi, a cui seguiranno un talk e un dj set.

Il 18 e il 26 maggio gli Azulejos al Parco della Martesana

Sabato 18 maggio sarà allestito al Parco della Martesana un laboratorio a cielo aperto, organizzato dalle associazioni Cascina Martesana e Tumb Tumb, per realizzare un’installazione artistica temporanea su una delle facciate anonime che si affacciano sul parco: questa verrà interamente decorata da azulejos, le tipiche mattonelle portoghesi, prodotti con l’aiuto di associazioni, gruppi informali e singoli cittadini, a rappresentare con un mosaico di oltre sessanta metri quadri che verrà realizzato la domenica successiva, 26 maggio, quando si terrà la proiezione del film “L’adolescenza delle città”, prodotto da Fondazione Feltrinelli con la regia di Alessandro Penta nell’ambito del programma Lacittàintorno di Fondazione Cariplo. (Dalle 11 alle 20 al parco della Martesana)

Il 1 giugno il cammino dei monaci al Corvetto

Il progetto organizzato da associazione Tumb Tumb e Nocetum prevede la costruzione di un percorso urbano del Cammino dei Monaci, nel tratto compreso tra piazzale Lodi e Nocetum, basato sull’esperienza che i bambini fanno dello spazio cittadino. Una passeggiata in cinque tappe per raccogliere sguardi e voci di bambini e bambine. Durante il laboratorio verranno registrati video in stile go-pro girati ad altezza bambino e racconti tramite Loquis “parlati” dai bambini stessi, prodotti che serviranno per produrre un percorso più articolato territorio a partire dal loro punto di vista. (Ore 15.30-18.30 Da Piazzale Lodi)

Il 6 giugno una cena comune al Gallaratese

Un gruppo di cittadini e operatori del Gallaratese ha messo le mani letteralmente in pasta per esplorare nuove piste di relazione e comunicazione in un contesto multiculturale. Con la conduzione di uno chef dell’Istituto Professionale Carlo Porta nelle cucine stesse dell’istituto, tutti i partecipanti sono stati fianco a fianco nella preparazione di una cena comune, ascoltando e osservando quello che succedeva e rielaborando infine l’esperienza. Il presupposto che ha orientato il laboratorio è che ogni gruppo e comunità abbia le conoscenze e le abilità per esercitare strategie di mediazione e di comunicazione interculturale, ma spesso queste competenze vengono delegate tutte al mediatore interculturale o influenzate da dinamiche di contesto legate a ruoli organizzativi rigidi. Il 6 giugno questa esperienza verrà restituita in un seminario dove cittadini e operatori del pubblico e del privato della città saranno invitati a confrontarsi sul tema con la collaborazione di Michele Marangi (media educator) e Claudia Ruffetta (psicoterapeuta), entrambi anche formatori con una lunga esperienza in contesti e servizi multiculturali. Alla fine del seminario tutti saranno invitati a un aperitivo e un concerto del gruppo Baraccone Express – Musica da Anticamera(Ore 18 Spazio Gorlini – Parco di Trenno )

L'8 giugno il dialogo con i designer a Dergano

A Dergano, “Super” ha proposto un laboratorio di co-design a cui parteciperanno tre associazioni del quartiere (Nuovo Armenia, Aemocon e Asnada) e una selezione di designer, tra cui il gruppo di lavoro di Polifactory, il makerspace-fablab del Politecnico di Milano con sede a Bovisa. Insieme progetteranno piccoli dispositivi per rendere più efficace il lavoro e l’azione delle associazioni “in pubblico”, in occasione di eventi e iniziative, e in eredità alle associazioni resterà una collezione di progetti che sarà presentata al pubblico alla serata inaugurale della rassegna Cinema di Ringhiera. Il racconto dell’intero processo sarà ospitato da un allestimento “leggero e trasportabile”, accompagnato dalle illustrazioni di Alberto Wolfango Amedeo D’Asaro, e nel pomeriggio sarà organizzato un incontro aperto al pubblico per dialogare con designer e rappresentanti delle associazioni sul tema #CanDesignBeSocial?. (16- 19 presso cortile del condominio di Via Giuffré 8)

Il 15 giugno una radio inchiesta condivisa sul Giambellino

Un gruppo di ragazzi e di abitanti di Giambellino e Lorenteggio realizzerà un’inchiesta con la guida di ShareRadio, che avrà l’obiettivo di raccogliere le voci dei testimoni del processo di gentrificazione in atto. Questo avviene in un contesto di profondo cambiamento dell’anima di un quartiere che vede da un lato una forte trasformazione urbana e dall’altro una condizione di disagio abitativo e povertà che si troverà presto a fare i conti con l’aumento dei costi della vita. L’inchiesta affronterà il tema della casa e lambirà il mondo che circonda le storie degli abitanti: l’assistenza sociale, il terzo settore, il tema della povertà come condanna e come colpa, le dichiarazioni delle istituzioni e degli attori della trasformazione. Le due puntate radiofoniche verranno trasmesse a canali unificati e nei cortili delle case in un pomeriggio di flash-mob. Un talk pubblico darà voce a chi ha realizzato le interviste e ad alcuni abitanti. Sarà anche l’occasione di attivare un dibattito a livello internazionale. (ore 17 in via Giambellino)