Buone notizie sul fronte della lotta al coronavirus a Milano. Chiude anche l'ultimo reparto di terapia intensiva covid-19 dell'ospedale Niguarda di Milano, dove per mesi sono arrivate ogni giorno decine di persone in gravi condizioni, spesso trasferite dagli ospedali lombardi.

Chiude l'ultimo reparto di terapia intensiva Covid-19 al Niguarda di Milano

“L'ultimo paziente ricoverato lascia il reparto Covid 5. Reparto libero!”, ha annunciato l'ospedale nella giornata di lunedì, ricordando che il reparto, con 36 posti letto, era stato allestito a marzo, nel giro di poche settimane, in un padiglione dismesso. "Oggi festeggiamo ma senza abbassare la soglia di guardia. In caso di necessità, infatti, in ospedale rimangono operativi alcuni posti letto di terapia intensiva dedicati e pronti ad essere utilizzati per eventuali nuovi casi positivi". Restano ancora ricoverati circa dieci pazienti nel reparto di Malattie Infettive

Da febbraio curati 1100 pazienti con coronavirus, attivati cinque reparti di rianimazione

Da fine febbraio ai primi di giugno l'ospedale Niguarda ha assistito circa 1100 pazienti covid, nei vari livelli di cura. Nel picco dell'emergenza la struttura è arrivata ad attivare cinque reparti di terapia intensiva dedicati, per un totale di 96 posti letto (più altri 25 per altre urgenze non covid). Quindi un totale di oltre 120 posti letto, a partire da circa 33 dell'epoca "pre-covid". Il laboratorio dell'ospedale continua a svolgere la sua funzione di Hub all’interno del territorio regionale: ogni giorno vengono stati eseguiti fino a 1.500 tamponi e circa 1.000 test sierologici. Complessivamente sono stati processati 9.581 test sierologici e 63.343 tamponi naso-faringei

In quattro mesi 14mila accessi al pronto soccorso

Tra i numeri dell'emergenza riportati dall'ospedale, impressionano quelli del pronto soccorso: da fine febbraio ai primi di giungo, Niguarda ha avuto oltre 14mila accessi. "A marzo­ e a aprile arrivavano ogni giorno circa 4­5 persone con
insufficienza respiratoria acuts da Covid. Nel momento peggiore abbiamo avuto 74 pazienti intubati. Siamo riusciti ad
accogliere tutti i pazienti e ne abbiamo presi alcuni da altri ospedali, come Bergamo e Crema", spiegano dall'ospedale.   L'età media dei ricoverati è stata di 62­/63 anni. Quasi tutti quelli con forme gravi soffrivano di altre patologie.