Collettivi studenteschi, ecologisti e diversi appartenenti ai centri sociali della città hanno occupato la sede Enel di via Carducci a Milano. Si tratta di un'iniziativa alla quale hanno dato vita per chiedere la chiusura immediata di tutte le centrali gas a carbone presenti in Italia. "Vogliamo che Enel ci indichi la data della chiusura e la strategia aziendale per la riconversione dei dipendenti che ad oggi lavorano in settori incompatibili con la riconversione ecologica", hanno chiesto i ragazzi e le ragazze che da questo pomeriggio hanno occupato la sede dell'azienda indossando mascherine e tute bianche ed esponendo cartelli di protesta. "Chiudere ora la centrale a gas e carbone – si legge su uno striscione – keep in the ground". La risposta della dirigenza dell'azienda non si è fatta attendere: avrebbero accettato di incontrare i ragazzi ma non alla presenza dei giornalisti.

Incursione di Zorro durante l'occupazione

Il blitz è stato rivendicato dal Laboratorio universitario metropolitano Lume, dalla Rete studenti Milano, Csoa Lambretta, Casc Lambrate, Collettivo Zam e Milano InMovimento e si inserisce in una serie di iniziative in vista dello ‘Sciopero globale per la giustizia climatica' che si terrà venerdì 24 maggio. Ma gli attivisti hanno voluto sottolineare che sono lì come singoli individui e non come appartenenti a gruppi. Intanto nella tarda serata hanno annunciato di voler trascorrere la notte all'interno della sede di via Carducci, hanno invitato con un posto su Facebook le persone a raggiungerli domani alle 6: "Invitiamo la cittadinanza da adesso in poi a raggiungerci e di essere presenti domani mattina per una colazione a sostegno di chi sta lottando per un futuro migliore". Questa sera invece c'è stata una piccola incursione dell'ormai noto Zorro, sindacalista che solo qualche giorno fa si è fatto conoscere dopo aver srotolato uno striscione con la scritta «Restiamo Umani» durante la manifestazione a piazza Duomo, a Milano.

La nota dell'Enel

Dopo il blitz dei centri sociali è arrivata una nota da parte dell'Enel:

"Con riferimento alla manifestazione di alcuni attivisti di centri sociali presso la sede Enel di Milano, l'Azienda intende precisare innanzitutto come la protesta sia assolutamente pacifica. Enel non ha richiesto alle forze dell’ordine lo sgombero dei manifestanti, ha offerto loro bevande e pasti caldi e ha messo a disposizione, come richiesto, delle prese elettriche per consentire la ricarica dei telefoni cellulari. L’Azienda ha proposto sin da subito un incontro tra i propri manager e i rappresentanti degli occupanti, con lo scopo di poter illustrare nel dettaglio il proprio impegno nella lotta al cambiamento climatico e, nello specifico, il programma di dismissione delle centrali a carbone già avviato.

Enel, azienda leader nella transizione energetica e principale operatore nelle fonti rinnovabili a livello mondiale, ha assunto da anni l’impegno pubblico di raggiungere l’obiettivo di zero emissioni di CO2 entro il 2050. In Italia, Enel Produzione ha avviato già dal 2015 il progetto Futur-e, volto alla dismissione e alla riqualificazione di 23 centrali termoelettriche in Italia, con lo scopo di dare nuova vita ai siti attraverso il coinvolgimento delle comunità locali, chiamate a partecipare a concorsi di progetti attraverso i quali individuare nuovi usi per gli impianti di produzione non più in uso.

Lo scorso 15 maggio, l’Azienda ha inoltre avviato le attività propedeutiche al phase-out, entro il 2025, della produzione a carbone, in un percorso tale da assicurare la sicurezza del sistema elettrico italiano. Il piano prevede una sostituzione progressiva degli attuali impianti a carbone con nuova capacità da fonti rinnovabili in tutto il territorio nazionale, impianti di accumulo e impianti a gas a ciclo aperto nei siti in cui Enel è oggi presente, in un adeguato quadro di mercato ed in presenza di percorsi autorizzativi rapidi e certi. La strategia di Enel è coerente con quanto previsto dalla proposta di Piano Nazionale Integrato Energia e Clima, che prevede un rilevante programma di crescita delle fonti rinnovabili e di nuove tecnologie (come ad esempio sistemi di accumulo di energia e gestione attiva della domanda) e di nuova capacità produttiva flessibile a gas, che rivestiranno un ruolo chiave per garantire una adeguata e progressiva transizione. In linea con queste considerazioni, il 15 maggio Enel ha dunque inviato alle istituzioni centrali e territoriali competenti la documentazione necessaria per avviare l’iter di riconversione per i siti di La Spezia, Fusina, Civitavecchia e Brindisi, in parziale sostituzione della capacità a carbone oggetto di phase-out.

Con riferimento al ricorso al Tar, menzionato dagli occupanti, Enel Produzione intende ricordare che, come annunciato nella scorsa Assemblea degli Azionisti, tale ricorso è stato già ritirato: nel merito, il ricorso in oggetto era unicamente finalizzato ad osservare che, coerentemente con quanto previsto dalla SEN 2017 e dalla versione preliminare del Piano Integrato Energia e Clima, l’uscita dal carbone dovesse essere inserita all’interno di un programma di sviluppo di nuova capacità e di adeguamento infrastrutturale del sistema elettrico, di modo che la transizione avvenisse in condizioni di sicurezza del sistema. Il ricorso è stato abbandonato proprio in considerazione dell’avvio dei tavoli di confronto con le amministrazioni interessate e con tutti gli operatori coinvolti. Enel Produzione auspica pertanto che gli attivisti, che tuttora occupano la sede di Milano, possano riconsiderare l’offerta di un incontro tramite una loro rappresentanza, cosi’ da condividere l’impegno dell’Azienda nella transizione energetica e il proprio programma, già avviato, volto a raggiungere l’azzeramento delle emissioni climalteranti".