La protesta dei bambini muniti di casco alla scuola "Stoppani" di Milano
in foto: La protesta dei bambini muniti di casco alla scuola "Stoppani" di Milano

Si sono presentati tutti muniti di caschetto i bambini della scuola elementare Stoppani di Milano, in zona Porta Venezia. Caschi colorati, da bici, da sci, o anche "da lavoro" posti sulla testa in segno di protesta. Sì perché i piccoli alunni la scorsa settimana hanno rischiato di rimanere feriti a causa di un crollo avvenuto in un'aula dell'istituto: c'è stato infatti il distacco dal controsoffitto di un cavo di acciaio con un gancio riversatosi sui banchi. Un episodio avvenuto di notte che quindi ha evitato che potesse accadere il peggio ai piccoli studenti ma anche agli insegnanti ma che ha destato forte preoccupazione tra i genitori che hanno organizzato la protesta di questa mattina. A suon di "Siamo il futuro metteteci al sicuro", hanno accompagnato i propri figli in classe tutti muniti di casco: "Abbiamo pensato di sintetizzare il nostro impegno comune in questo slogan impiegato in altre scuole che hanno vissuto problemi di sicurezza", hanno spiegato. Dopo la protesta si è svolto anche un incontro con l’assessore all'Educazione Laura Galimberti e con il presidente del Municipio 3 in cui è stato deciso di verificare immediatamente tutte le doghe dei soffitti e di assicurare quelle mobili e di verificare successivamente quali siano gli interventi da fare nella scuola nei prossimi mesi. La scuola è ubicata in un palazzo del secolo scorso che secondo i rappresentanti di classe andrebbe dunque interamente revisionato, visto che non è la prima volta che si verifica un cedimento: "Solo nel marzo scorso alla Stoppani, quattro bambini erano rimasti leggermente feriti in seguito al crollo di parte del controsoffitto. Il crollo era avvenuto poco dopo le 14 al secondo piano – hanno raccontato alcuni genitori – l'area interessata dal crollo era stata immediatamente liberata ed è tuttora transennata. I bimbi, un maschietto e tre femminucce, avevano riportato contusioni leggere e i genitori, intervenuti sul posto, rifiutando il trasporto in ospedale".