Settanta senzatetto costretti a lasciare il centro di accoglienza di via Aldini, nel quartiere di Quarto Oggiaro a Milano. Decine di persone fragili, molte delle quali anziane, lasciate a dormire all'aperto sotto la pioggia o in sistemazioni improvvisate. È la denuncia dell'assessore del Municipio 8, Fabio Galesi, che nella serata di lunedì 4 novembre si è trovato ad affrontare una situazione di emergenza inusuale per il capoluogo lombardo.

Settanta clochard lasciati fuori dal centro di accoglienza s

"C'erano persone nei parchi già dalla mattina, ma la situazione è apparsa davvero critica verso sera. Tra gli altri c'era anche un uomo di 70 anni, seduto su una panchina sotto la pioggia", ha spiegato a Fanpage.it l'assessore, che fino a tarda notte con alcuni volontari ha provato a trovare una sistemazione per i clochard lasciati senza riparo. "Ho chiamato il numero del comune per i senzatetto alle 21, cinque ore dopo stavamo ancora aspettando. Queste persone adesso sono in giro per Milano. Alcune le abbiamo portate al pronto soccorso dell'ospedale Sacco e hanno dormito lì, mi vergogno anche a raccontare una cosa del genere. Una ragazza è stata accolta dal residence sociale Aldo dice 26×1. Gli altri si sono dovuti arrangiare". Galesi lamenta la mancanza di risposte chiare da parte dell'assessorato al Welfare: "Mi è stato risposto che questa situazione è solo per un paio di giorni, ma per me è inaccettabile. Vengano loro qui stasera, sotto la pioggia, insieme a queste persone".

Progetto Arca: Bando scaduto, tenute gratis altre 62 persone fragili

Cosa è successo? Qualcosa nel sistema di accoglienza non ha funzionato. Progetto Arca, che gestisce la struttura, ci ha spiegato che ci sono "problemi con la ragioneria sull'affidamento del servizio tramite bando". Il presidente della Onlus, Alberto Sinigallia, racconta che "a fine ottobre è scaduto il bando e bisogna attendere i termini per l'assegnazione di quello nuovo, che si chiude nei prossimi giorni. Le persone ospitate nel centro sarebbero dovute uscire tutte, ma molte di loro sono estremamente fragili, alcuni malati, e non ce la siamo sentita di metterli tutti in strada. Quindi abbiamo lasciato passare il ponte e lunedì mattina abbiamo stabilito di tenere 62 persone nel centro gratis, a spese nostre, mentre le altre, circa una settantina, sono dovute uscire". È raro che Milano si verifichi una situazione del genere: "In passato accadeva che qualcuno rimanesse fuori – sottolinea Sinigallia -, ma solo per poche ore e di solito veniva trovata rapidamente una soluzione".

La risposta dell'assessorato alle Politiche sociali e abitative

L'assessorato alle Politiche sociali e abitative ha risposto sulla vicenda, spiegando che la struttura di via Aldini era aperta "in proroga del piano freddo 2018 che in teoria doveva concludersi come tutti gli anni a fine marzo e invece è stato prorogato fino al 31 ottobre" e sottolineando che "c'è bisogno di uno stacco tra un’accoglienza e l’altra perché c’è bisogno di sanificare l’area prima di poterla riutilizzare". Tra qualche giorno si concluderà quindi la procedura per l’attivazione di 200 posti nel centro di via Aldini "che, al contrario di quello che è successo fino a ora, saranno a disposizione 24 ore su 24". Il comune fa sapere che in totale metterà a disposizione 1075 posti per i senzatetto tutto l’anno fino al 31 dicembre 2021. A questi posti, dal 18 novembre, si aggiungeranno quelli del piano freddo (740 posti in più per un totale di 1815 posti che andranno ad aumentare gradualmente a seconda delle necessità). Infine l'assessorato ricorda che "per quanto riguarda in particolare via Aldini stata comunque continuata l’accoglienza per una settantina di persone particolarmente fragili. Coloro che presentano altre fragilità e sono rimasti fuori potranno rivolgervi al Centro aiuto della stazione centrale (Casc) e verranno collocati in altre strutture".