A Milano, e non solo, sembra essere in corso una epidemia di morbillo. Lo dicono i numeri secondo cui nelle prime 14 settimane del 2019 i contagi sono stati il doppio rispetto allo stesso periodo del 2018. I soggetti più colpiti a quanto pare sono gli adulti, nello specifico nella fascia di età compresa tra i 30 e i 40 anni, perlopiù persone che non sono state vaccinate quando erano piccole. Secondo il bollettino diramato dall'Istituto superiore di sanità, la Lombardia, insieme alla regione Lazio, è la più colpita rispetto agli aumenti dei casi di morbillo: ci sono circa 62,8 casi per milione di abitanti, contro i 32,8 contagi ogni milione di persone a livello nazionale, quasi il doppio. Per questo l'Ats, l'Agenzia di Tutela della Salute, di Città Metropolitana di Milano, al quale sono pervenuti già un'ottantina di casi, ha invitato ancora una volta tutti i cittadini non vaccinati a farlo, ricordando anche che il vaccino contro il morbillo è gratuito per tutti i cittadini, a prescindere dall'età.

Colpiti principalmente gli adulti, non vaccinati, dai 30 ai 40 anni

"Il morbillo può comportare, tanto nel bambino quanto nell'adulto, complicanze anche gravi quali, ad esempio, polmonite, insufficienza respiratoria ed encefalite – spiega Marino Faccini, responsabile delle vaccinazioni per l’Ats Milano Città metropolitana – che possono essere tanto più gravi quanto più alta è l'età di chi lo contrae". Un problema che, secondo i dati, non riguarda solo il morbillo ma anche la pertosse che nel 2019 ha fatto registrare un aumenti dei contagi rispetto alle stesse settimane del 2018, soprattutto nei bambini tra 6 e 14 anni. In questo caso sono a rischio anche coloro che hanno fatto il vaccino: nel caso della pertosse, infatti, è necessario fare nel corso della vita più di un richiamo, visto che l'immunità (acquisita perché si è avuto la malattia, o perché ci si è vaccinati) tende ad affievolirsi con il passare degli anni.