Rimuovere la statua del giornalista Indro Montanelli e cambiare nome ai giardini a lui intitolati. È la richiesta rivolta al sindaco Giuseppe Sala, dal gruppo I Sentinelli di Milano in una lettera aperta inviata al primo cittadino e ai consiglieri comunali.

Lettera a Sala per chiedere di rimuovere la statua di Montanelli

“A Milano ci sono un parco e una statua dedicati a Indro Montanelli, che fino alla fine dei suoi giorni ha rivendicato con orgoglio il fatto di aver comprato e sposato una bambina eritrea di dodici anni perché gli facesse da schiava sessuale, durante l'aggressione del regime fascista all'Etiopia. Noi riteniamo che sia ora di dire basta a questa offesa alla città e ai suoi valori democratici e antirazzisti e richiamiamo l'intero consiglio a valutare l'ipotesi di rimozione della statua, per intitolare i Giardini Pubblici a qualcuno che sia più degno di rappresentare la storia e la memoria della nostra città Medaglia d'Oro della Resistenza", si legge nella lettera.

La richiesta sull'onda delle proteste dopo Minneapolis

“Dopo la barbara uccisione di George Floyd a Minneapolis – proseguono I Sentinelli – le proteste sorte spontaneamente in ogni città con milioni di persone in piazza e l’abbattimento a Bristol della statua in bronzo dedicata al mercante e commerciante di schiavi africani Edward Colston da parte dei manifestanti antirazzisti di Black Lives Matter, richiama con forza ogni amministrazione comunale a ripensare ai simboli del proprio territorio e a quello che rappresentano”.

L'8 marzo 2019 la statua imbrattata durante un corteo femminista

La statua a Indro Montanelli è stata inaugurata il 22 maggio del 2006 dall'allora sindaco Gabriele Albertini. L'8 marzo dell'anno scorso, durante il corteo femminista per la Giornata internazionale della donna, le militanti di "Non una di meno" hanno imbrattato con una vernice rosa la statua per denunciare il passato da militare del giornalista legato alla vicenda della sposa dodicenne eritrea e dichiarando che “non si è trattato di un atto di vandalismo, me di riscatto”.