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Una pusher insospettabile quella arrestata dagli agenti della squadra mobile di Milano: ventisette anni, incensurata, studentessa universitaria, proveniente da una famiglia della borghesia milanese. Assieme a lei è finito in manette anche il fidanzato, di ventinove anni. La giovane, nel suo appartamento, aveva 25 grammi di cocaina, già divisa in dosi pronte ad essere vendute.

I due, stando alle ricostruzioni delle forze dell'ordine, si spostavano su uno scooter nella zona tra il quartiere Ticinese e Porta Venezia, consegnando personalmente le dosi di cocaina ai clienti. La loro "base" era l'appartamento della ragazza, una elegante abitazione tra Ticinese e Porta Romana: qui i due ricevevano le "ordinazioni" e da qui partivano per le consegne. Gli agenti li hanno seguiti in un primo "scambio", ai Navigli: ma i compratori, arrivati a bordo di una moto, dopo il passaggio di soldi e droga, riescono a far perdere le proprie tracce. Quindi, il secondo appostamento: stavolta il compratore è a piedi, in zona Porta Venezia, ed è qui che scatta l'alt. Vengono fermati tutti, venditori ed acquirente. E per la coppia scatta la perquisizione in casa di lei, dove viene ritrovata altra droga già confezionata. Portati in questura, viene disposto per loro dopo le formalità di rito il giudizio per direttissima per entrambe: sia per lei, giovane studentessa universitaria incensurata, insospettabile pusher della "Milano bene", sia per lui, che invece si scopre abbia qualche piccolo precedente per reati contro il patrimonio.