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Milano, allarme dei medici: “Prepararsi all’autunno, con influenza conseguenze disastrose”

Le preoccupazioni e le richieste dell’Ordine dei medici di Milano in vista dell’autunno, quando tornerà l’influenza stagionale, sono contenute in una lettera indirizzata all’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, e al direttore generale Marco Trivelli, al sindaco di Milano Giuseppe Sala. Tra le necessità indicate: linee guida regionali precise, tamponi rapidi e dispositivi di protezione, rafforzamento delle Usca e vaccinazioni.
A cura di Simone Gorla
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(Immagine Lapresse)
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"Se permanessero gli attuali protocolli operativi con le vigenti misure restrittive di quarantena per casi clinici e contatti, le conseguenze socioeconomiche dell'epidemia influenzale sarebbero a dir poco disastrose per un Paese già molto provato dalla prima fase della pandemia". Sono le preoccupazioni dall'Ordine dei medici di Milano in vista dell‘autunno, quando tornerà a incombere la stagione dell‘influenza, espresse in una lettera indirizzata all'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, e al direttore generale Marco Trivelli, al sindaco di Milano Giuseppe Sala, ma anche ai vertici di Ats Città metropolitana, Federazione degli Ordini medici lombardi, Anci Lombardia.

Ordine del medici di Milano: Prepararsi per l'autunno

"La permanenza del rischio pandemico Covid-19 durante l'epidemia influenzale obbligherà i sanitari a comportamenti precauzionali di tutela della salute collettiva dettati dagli stessi attuali protocolli vigenti", spiegano i camici bianchi milanesi, "verso tutti coloro che manifesteranno sintomi anche solo suggestivi di possibile infezione". Insomma, con gli attuali protocolli chiunque avesse sintomi come febbre e tosse, tipici anche della normale influenza, dovrebbe essere messo in isolamento.. "Ma i numeri delle forme influenzali durante le normali epidemie stagionali sono in media di molto superiori", ricordano i medici, fino a 8 milioni di italiani per le sole forme influenzali vere. Con il rischio di dover mettere in quarantena decine di migliaia di persone.

Le criticità segnalate

Il Consiglio dell'Ordine dei medici e degli odontoiatri di Milano, riunito il 7 luglio, ha deliberato all'unanimità di segnalare le principali criticità chedovranno essere affrontate e risolte da tutte le istituzioni coinvolte nella gestione della sanità. E per questo, chiariscono i camici bianchi meneghini, "indirizziamo la missiva anche e soprattutto al sindaco di Milano che è la prima autorità sanitaria della città".

Tamponi rapidi e dispositivi di protezione

I medici chiedono l'elaborazione di linee guida regionali precise, condivise, univoche e definitive sui criteri da adottare per la segnalazione di casi/contatti Covid-19 con la relativa conseguente applicazione delle misure restrittive di isolamento fiduciario e obbligatorio; programmazione e miglioramento del sistema di diagnosi precoce nei casi sospetti Covid-19, aumentando in maniera sensibile la capacità di effettuare tamponi e di fornire in tempi rapidissimi la risposta diagnostica ai fini di minimizzare le procedure di isolamento superflue; continua fornitura a tutti i medici del territorio di adeguati e completi dispositivi di protezione individuale. 

Rafforzamento delle Usca e vaccinazioni

Tra le necessità indicate c'è anche il rafforzamento delle Usca (Unità speciali di continuità assistenziale) che dovranno essere in grado di affrontare l'impatto della richiesta di assistenza domiciliare che in periodo influenzale arriva a più di 3mila visite al giorno sul territorio cittadino; mantenimento e potenziamento dell'attività informatizzata senza contatto diretto con il paziente (ricette e certificazione di malattia) e deburocratizzazione. Omceo Milano chiede infine di programmare la vaccinazione antinfluenzale massiva di tutto il personale medico/sanitario" sottolineando che "data la necessità di rispettare le attuali indicazioni di evitare possibili assembramenti, gli studi medici all'interno di condomini abitativi non siano assolutamente adatti alla pratica vaccinale di massa da parte di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta" e chiedendo di trovare sedi alternative

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