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Coronavirus
18 Aprile 2020
10:04

Milano, al San Raffaele tamponi a pagamento: 120 euro per sapere se si è positivi al Coronavirus

Chi l’ha detto che in Lombardia non si può fare il tampone a tutti? Oltre all’assessore al Welfare regionale Giulio Gallera, si intende. Perché all’ospedale San Raffaele di Milano i tamponi ci sono e vengono effettuati a tutti coloro che lo richiedono e, dettaglio non da poco, pagano 120 euro. Così facendo, i cittadini possono sapere in breve tempo se sono positivi o meno al Coronavirus, ritirando il referto in via Olgettina. Il caso è stato denunciato dal consigliere regionale del Partito democratico, Samuele Astuti. La precisazione dell’ospedale: “A seguito di un disguido amministrativo, uno dei poliambulatori della società H San Raffaele Resnati ha erogato a poche persone la prestazione, associando un codice errato. Queste persone sono già state contattate per il rimborso dovuto”.
A cura di Filippo M. Capra
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Chi l'ha detto che in Lombardia non si può fare il tampone a tutti? Oltre all'assessore al Welfare regionale Giulio Gallera, si intende. Perché all'ospedale San Raffaele di Milano i tamponi ci sono e vengono effettuati a tutti coloro che lo richiedono e, dettaglio non da poco, pagano 120 euro. Così facendo, i cittadini possono sapere in breve tempo se sono positivi o meno al Coronavirus, ritirando il referto in via Olgettina.

Tamponi a pagamento, ma per Gallera non era possibile farne

La notizia dell'effettuazione dei tamponi presso il San Raffaele, ha aumentato i dubbi sull'effettivo numero sostenibile di test alla popolazione che la Regione Lombardia va ribadendo essere impossibile fare su tutti i cittadini. Eppure, come sottolinea l'esponente del Partito Democratico Samuele Astuti a Repubblica, "veniamo a sapere che ci sono laboratori che li offrono privatamente". Non sarebbe infatti il solo San Raffaele ad offrire tale servizio, ma altre strutture in cui i tamponi possono essere pagati anche 240 euro, il doppio rispetto a quanto si paga nella struttura ad est di Milano. Ciò ha creato ulteriori polemiche anche per quanto riguarda il trattamento ricevuto dal personale sanitario, dai medici agli infermieri, costantemente impegnati negli ospedali per arginare la pandemia da Covid.

Questi, infatti, sono stati tra gli ultimi a ricevere il tampone e non tutti ancora sono stati testati. Inoltre, anche gli ospiti delle case di riposo, vittime di vere e proprie stragi, li stanno ricevendo a fatica. Astuti ha commentato questa tendenza paragonandola a "un far west senza regole". Sempre secondo l'esponente del Pd, l'assessore Gallera ha però più volte ribadito che non è possibile fare i tamponi a pagamento, quindi c'è qualcosa che non torna. Astuti invita quindi la Regione Lombardia a fare chiarezza e spiegare ai cittadini cosa sta accadendo. Su tutto, però, Astuti e la parte di popolazione che non è ancora stata sottoposta a tampone (la stragrande maggioranza) chiedono se è possibile aumentare il numero dei test così da poter entrare veramente nella fase 2.

L'ospedale San Raffaele: Tampone a poche persone per un disguido amministrativo

L'ospedale San Raffaele ha risposto precisando "di non eseguire tamponi naso-faringei per COVID-19 a utenza esterna e a pagamento", ma solo "ai pazienti, al personale sanitario proprio e di strutture sanitarie e socio sanitarie regionali, come indicato dalle delibere regionali". H San Raffaele Resnati, la società che gestisce alcuni poliambulatori in Milano legati al Ircss, "ha erogato il tampone all’interno delle convenzioni di medicina del lavoro instaurate con alcune aziende", chiarisce l'ospedale, "per gli adempimenti del D.Lgs 81/08 e, eccezionalmente, a soggetti possibilmente portatori del virus SARS-CoV-2, e quindi possibilmente infettanti, e solo su richiesta specifica del medico di medicina generale o di altri medici specialisti". Tuttavia, spiega il San Raffaele, "a seguito di un disguido amministrativo, uno dei poliambulatori della società H San Raffaele Resnati ha erogato a poche persone la prestazione, associando un codice errato. Queste persone sono già state contattate per il rimborso dovuto".

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