L’equipe dei medici insieme al paziente
in foto: L’equipe dei medici insieme al paziente

Massimiliano, un ragazzo di 22 anni, ha subito un gravissimo incidente sul lavoro e ha praticamente perso il braccio destro. "In un secondo mi sono ritrovato in mezzo ai rulli che hanno preso il mio braccio sino alla spalla, facendo il grande danno: recisione dei muscoli, dei nervi, frattura delle ossa. Questo è ciò che ricordo dell’incidente. Paradossalmente per tutto il tempo che sono rimasto imprigionato nella macchina, gli stessi rulli, hanno fatto da laccio emostatico. Pensavo di aver perso il braccio. Ero nel panico. Ero in preda al dolore più lancinante che potessi provare. Poi mi sono ritrovato con un sacco di gente intorno, gli operatori del 118, i carabinieri e i vigili del fuoco che mi hanno liberato. Ho cercato di stare concentrato sul dolore, anche se ero rassegnato, pensavo il mio braccio non c’è più. Poi il nero, non ho più ricordi", ha raccontato il paziente. La sua storia è a lieto fine grazie all'equipe medica dell'ospedale di Cremona.

"Massimiliano è arrivato in ospedale in seguito ad un infortunio sul lavoro con cattura, trazione e compressione dell'arto superiore destro, a livello dell'avambraccio e a livello del braccio. Non c’era tempo da perdere. L’intervento è iniziato immediatamente, al punto che parte della diagnostica è stata completata direttamente in sala operatoria. L’emergenza era dettata dalla sezione dell'arteria brachiale e il paziente era a rischio di emorragia", ha spiegato Erika Maria Viola, Direttore dell’UO di Ortopedia. Massimiliano è stato dimesso due settimane fa, può utilizzare il gomito  e sta recuperando i movimenti di polso e mano. Ad oggi esegue alcuni gesti, ma non ha ancora ripreso i movimenti spontanei della mano. Ci vorrà un anno per il recupero completo. "A distanza di due mesi sto molto meglio, sorpreso per la velocità con cui sto recuperando. Sono alle prese con i controlli e gli innesti cutanei, ma non vedo l’ora di iniziare la fisioterapia. All’inizio l’idea di affrontare un percorso riabilitativo lungo e impegnativo, anche sotto il profilo della sofferenza, mi spaventava molto; ora non mi importa quanto sarà difficile e doloroso perché so che ce la farò. E’ un mio dovere".

"Un grandissimo lavoro di squadra"

"Si è trattato di un grandissimo lavoro di squadra, svolto con competenza e spirito collaborativo, per il bene del paziente. Al di là di ogni retorica, questa storia racconta di una sanità bella, spesso la più nascosta, che rende merito all’Ospedale di Cremona che è un grande ospedale. Un ospedale fatto di professionisti capaci che sanno agire in team multidisciplinare nel concreto. E vi assicuro che accade ogni giorno", ha spiegato Giuseppe Rossi, direttore ASST di Cremona.