"Mio padre voleva sempre fare la doccia con me, e quando mi sono opposta mi spiava di nascosto". È una delle frasi pronunciate da una ragazza dell'Alto Mantovano in un'aula del tribunale di Mantova, dove si sta svolgendo il processo che vede imputato il genitore della giovane. Per il padre della ragazza l'accusa è pesantissima: violenza sessuale aggravata, dal momento che all'epoca in cui sarebbero avvenuti i fatti denunciati dalla figlia lei era solo una bambina. A riportare la delicata vicenda finita davanti al collegio dei giudici presieduto da Arianna Busato è stato il quotidiano locale "La Gazzetta di Mantova". Ieri, 28 ottobre, davanti ai giudici sono apparsi diversi testimoni, tra cui la figlia dell'imputato: "Avevo otto anni", ha detto la ragazza riportando l'episodio della doccia e altri agghiaccianti dettagli: il papà era solito girare nudo per casa e, oltre a voler fare la doccia con la figlia e spiarla mentre si lavava, l'avrebbe anche toccata in più occasioni.

La figlia, diventata maggiorenne, è andata via di casa e ha denunciato il padre

"Mia madre non aveva la forza di reagire", ha detto la giovane. E la donna ha confermato che non parlava per timore di essere picchiata dall'uomo, anche lui presente in aula e più volte richiamato dai giudici a mantenere un comportamento consono. I sospetti della madre sono che anche l'altra figlia, sorella di colei che ha denunciato il suo papà, possa essere stata oggetto delle violenze da parte del padre. L'inchiesta che ha portato al processo è partita anni dopo le presunte violenze, quando una delle figlie dell'uomo, ormai maggiorenne, se n'è andata di casa e ha deciso di denunciare suo padre. Il genitore avrà modo di difendersi nel corso della prossima udienza, prevista il 24 febbraio del 2020: in quell'occasione verranno ascoltati anche altri testimoni e poi i giudici dovrebbero emettere una sentenza su questa brutta vicenda famigliare.