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Potrebbe esserci un tragico errore dietro la morte di Lidia Lo Savio e Gianni Pesella, madre e figlio rispettivamente di 91 e 66 anni trovati morti la scorsa settimana nella loro abitazione di Crevenna, una frazione di Erba in provincia di Como. Il decesso dei due risale a diverse settimane prima del macabro ritrovamento: fin dall'inizio si era ipotizzato che il doppio decesso potesse essere riconducibile a cause naturali, anche se la scoperta di ammoniaca all'interno dei corpi di madre e figlio aveva lasciato ipotizzare un doppio suicidio o un omicidio-suicidio. Queste piste non sono ancora state scartate dai carabinieri del nucleo investigativo di Como, che indagano sulla vicenda coordinati dal pubblico ministero Maria Vittoria Isella. Ma tra le tante ipotesi è spuntata fuori anche quella di un tragico errore: madre e figlio potrebbero aver ingerito l'ammoniaca accidentalmente, magari scambiando la bottiglietta contenente la sostanza tossica per una normale bottiglietta d'acqua.

Proprio per cercare di chiarire ogni aspetto della vicenda il pm titolare delle indagini ha disposto ulteriori accertamenti: si dovrà tra le altre cose proprio cercare la bottiglietta di ammoniaca incriminata che potrebbe aver causato il decesso di madre e figlio. Sembra assodato che quest'ultimo si sia sentito male poco prima di morire: nel bagno sono state trovate tracce di sangue e vomito, forse dovute proprio all'ammoniaca ingerita in maniera accidentale. Subito dopo l'uomo si sarebbe messo a letto, dove è stato trovato privo di vita diverse settimane dopo il decesso. Stessa sorte è toccata alla madre. Resta da capire come abbiano fatto i due a non accorgersi che quella che stavano bevendo era ammoniaca: un errore che potrebbe essere imputabile al grande disordine che regnava nell'abitazione dei due.