Immagine realizzata dalla classe Terza I dell’ITSOS Albe Steiner di Milano
in foto: Immagine realizzata dalla classe Terza I dell’ITSOS Albe Steiner di Milano

Rimuovere tutti gli ostacoli che generano discriminazioni dirette e indirette per orientamento sessuale e identità di genere. È l'obiettivo di una proposta di legge regionale presentata oggi dal gruppo del Movimento 5 Stelle al Consiglio regionale della Lombardia, dedicata alla memoria di Iolanda Nanni, consigliera e poi deputata scomparsa nell’agosto del 2018

Cosa prevede la proposta di legge contro discriminazione e omofobia

Tra gli interventi contenuti nella legge, per i quali sarebbero stanziati 250 mila euro annui, ci sono la promozione e il sostegno di percorsi di inserimento e di integrazione sociale per le persone discriminate, la formazione del personale in tutti gli enti regionali al rispetto per ogni orientamento sessuale o identità di genere. La norma prevede inoltre che nella concessione di finanziamenti, benefici e vantaggi economici alle imprese la regione consideri titolo di preferenza l'adozione degli standard di certificazione etica "Social Accountability (SA) 8000". Ci sono gli interventi nelle scuole, dove la Regione dovrà realizzare e promuovere "iniziative di informazione e formazione per studenti, genitori e docenti sulla prevenzione della violenza fisica e psicologica, sulla gestione non violenta dei conflitti e sul rispetto di ogni differenza, etnica, religiosa, di genere, d’identità di genere e di orientamento sessuale".

Interventi nella scuole e corsi per i dipendenti degli enti regionali

La proposta di legge prevede che sia assicurata a ogni persona," indipendentemente dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere, il diritto all’uguaglianza delle opportunità e alla non discriminazione nell’accesso ai percorsi di istruzione, istruzione superiore e formazione professionale, nell’inserimento al lavoro". A livello sanitario la Regione "realizza strutture specializzate nell’assistere le persone affette da disturbo dell’identità di genere per affiancarle nel percorso di adeguamento dell’identità fisica all’identità di genere". Previsti anche interventi nel campo dell'informazione attraverso il Co.Re.Com, per effettuare "la rilevazione sui contenuti della programmazione televisiva e radiofonica regionale e locale eventualmente discriminatori rispetto alla pari dignità riconosciuta ai diversi orientamenti sessuali o identità di genere". Infine la legge prevede la realizzazione di eventi culturali e forme di socializzazione aperte alle diverse realtà.

Le associazioni: Serve una legge contro omofobia e discriminazioni

Gabriele Piazzoni, segretario generale Arcigay, ha sottolinrato che "la presentazione di questo progetto di legge regionale contro omofobia e transfobia è una buona notizia per la Lombardia, finalmente anche il Consiglio Regionale della più popolosa regione del nostro Paese, dove vive un italiano su sei, sarà chiamata ad aprire una riflessione sui casi di discriminazione che è dovere di ogni istituzione combattere. "Abbiamo estrema necessità di una legge nazionale contro l'omotransfobia e di corsi di formazione nelle scuole, aziende, ospedali e Asl. Sono ambienti che devono essere educati alla parola e al rispetto: spesso la parola offende più di uno schiaffo. Spesso si viene a conoscenza di aggressioni violente o offese sia verbali che sui social. Come genitori non vogliamo assolutamente che lo stop alla discriminazione", ha commentato Ileana Minoia di Agedo Milano. "Si chiede di organizzare in collaborazione con le associazioni competenti corsi di formazione per il personale amministrativo comunale, per il personale scolastico, sanitario, carcerario e delle forze dell’ordine locali", ha sottolineato l'attivista trans gender Antonia Monopoli,  "si chiede alla Regione di indire campagne di sensibilizzazione per contrastare la crisi lavorativa che colpisce in particolar modo le persone transgender".