La giunta della Lombardia, guidata dal leghista Attilio Fontana, ha approvato una norma che prevede che tutti i bambini e ragazzi fino ai 18 anni, anche se figli di immigrati irregolari, possano rivolgersi gratis al pediatra e ai medici di famiglia. Si tratta di una decisione imposta da norme nazionali, sulla base di un accordo siglato tra Stato e Regioni nel dicembre 2012 che obbligava l’iscrizione al servizio sanitario regionale per tutti i bimbi stranieri a prescindere dal fatto che i genitori fossero in possesso del permesso di soggiorno. Da allora sono però passati sei anni prima che la Regione rendesse definitiva tale norma. È avvenuto, nel silenzio generale, in una riunione di giunta dello scorso 17 dicembre nel corso della quale quella che prima era solo una sperimentazione, introdotta dall'ex governatore Roberto Maroni nel 2013, è diventata una norma definitiva.

Cosa prevede la norma approvata dalla giunta lombarda

I figli degli immigrati irregolari che vivono in Lombardia potranno essere visitati gratis dai pediatri fino a 14 anni. Dai 14 ai 18 anni potranno invece farsi visitare sempre gratuitamente da un medico di famiglia. Pediatri e medici di base che seguiranno i minori non potranno essere fissi, ma saranno assegnati di volta in volta. I medici riceveranno dopo ogni visita un rimborso dalla Regione pari a 25 euro a visita per i pediatri e 15 euro per i medici di famiglia. A riportare la notizia del definitivo recepimento da parte della Lombardia delle norme nazionali è stato il "Corriere della sera". Sorprende, naturalmente, il silenzio che ha circondato questa decisione che risale a tre mesi fa: probabile che la giunta a trazione Lega volesse evitare polemiche, anche perché il tema delle cure gratuite ai cosiddetti "clandestini" è sempre stato criticato dal Carroccio.