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È allarme tra i runner della Lombardia. Nella fase 2 dell'emergenza Coronavirus, che inizierà il prossimo 4 maggio, tra i vari obblighi che i cittadini dovranno rispettare resterà anche quello della copertura di naso e bocca tramite mascherina o altri oggetti simili anche nei luoghi all'aperto. Ciò significa che pure i runner, non essendoci un capitolo dedicato alla categoria nella nuova ordinanza regionale, dovranno munirsi di dispositivo di protezione individuale nel momento in cui decidessero di uscire per farsi una corsetta.

Le soluzioni adottate dai runner

Tale provvedimento è stato accolto con dispiacere da parte degli atleti che lamentano una poca comodità e soprattutto temono ripercussioni sanitarie sul proprio organismo. Questo perché, come spiegato da molti medici, l'utilizzo della mascherina protegge certamente quanto più possibile dall'infezione da Coronavirus, ma al contempo non permette alla anidride carbonica espirata di disperdersi nell'aria, rimanendo intrappolata tra la bocca, il naso e la mascherina stessa, inducendo quindi l'individuo che sta correndo a reimmettere la CO2 all'interno dell'organismo al posto delle particelle di ossigeno, che arrivano in minore quantità. In attesa di ricevere eventuali nuove indicazioni dalla Regione, quindi, i runner si sono momentaneamente ingegnati per trovare una soluzione che gli garantisca una maggiore capacità respiratoria, utilizzando mascherine chirurgiche molto sottili. Altri, invece, utilizzano lo scaldacollo alzato a livello delle vie aeree. Entrambe le tipologie di runner, comunque, sembrano trovare più comoda questa soluzione, posizionando il Dpi su bocca e naso in prossimità di altre persone.