"Sicuramente c'è stata un'impreparazione sul piano politico: 13 mila morti nelle rsa lombarde, è vero che nelle rsa di tutto il mondo c'è stato il maggior numero di morti, ma un numero come quello della Lombardia non ha paragoni in nessuna parte del mondo". Pietro Cusimano, rappresentante legale Usb (Unione sindacati di base) per la Lombardia e dipendente dell'asp "Golgi Redaelli", intervistato da Fanpage.it sottolinea quelli che sono stati, a suo parere, gli errori commessi nella gestione del virus in Lombardia.

Gli errori nella gestione dell'emergenza

"Sicuramente c'è stata impreparazione sul piano politico. Credo che sia risultato evidente a tutti. Si è partiti immediatamente con le difficoltà che ricordiamo tutti legate alla mancanza di dispositivi sanitari. Così i sanitari sono diventati i vettori del contagio all'interno degli ospedali. Peggio ancora è andata alle Rsa, lasciate al margine anche perché il sistema lombardo è assolutamente fuori controllo, in mano a soggetti privati che fanno della speculazione il centro della loro attività".

Profitti e non salute al centro, così il sistema è crollato

Secondo Cusimano, le cause del disastro in Lombardia sono quindi da ricercare nelle politiche di privatizzazione che hano caratterizzato la sanità lombarda negli ultimi vent'anni: "Mettendo al centro dell'agire non la salute, ma il profitto e i guadagni, è chiaro che il sistema è crollato". Ancora più duro il giudizio sulla delibera di regione Lombardia dell'8 marzo, che invitava le Rsa ad ospitare i pazienti contagiati che non riuscivano a trovare più posto negli ospedali: "Questo è stato il capolavoro di stupidità di un'amministrazione che non si è mai dimostrata all'altezza della situazione. È un sistema che si avvita su se stesso, il sistema delle nomine politiche", ha detto il sindacalista, "così è stato innalzato il numero dei decessi".