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Lombardia, c’è ancora da aspettare perché i treni arrivino in orario

Anche negli ultimi giorni non sono mancati i disagi per i viaggiatori che si servono dei treni regionali lombardi, gestiti da Trenord. Negli ultimi mesi diverse tratte “non hanno rispettato lo standard di affidabilità previsto dal Contratto di Servizio”: il risultato è che, oltre alle scuse, Trenord ha dovuto praticare sconti agli abbonati delle tratte in questione. Ma è bene ricordare che, per un pendolare, un disservizio non è mai solo una questione economica.
A cura di Roberta Covelli
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Sono da poco passate le 23, dalla stazione di Milano Porta Garibaldi è appena partito un treno diretto a Gallarate: porta a casa i viaggiatori diretti a Rho, Busto Arsizio, Legnano e negli altri centri dell’hinterland a nord ovest di Milano. Ad aspettare nella stazione del passante ferroviario restano quelli che si servono di altri treni, insieme a quelli che hanno perso il convoglio appena partito. Dagli altoparlanti, una voce spiega che il treno diretto a Bovisa non è stato effettuato e che il prossimo treno con la stessa destinazione è previsto di lì a trentacinque minuti. È cancellato anche il treno delle 23.42 per Pioltello mentre le altre corse accumulano ritardi, con qualche preoccupazione per gli utenti: se anche la stazione milanese non è deserta, potrebbero esserlo quelle di destinazione.

Quelli della scorsa sera non sono gli unici disagi per i viaggiatori che si servono di Trenord: negli ultimi giorni, non sono mancate corse soppresse o ritardi fino anche a 40’. Il tutto senza particolari spiegazioni. Sempre ieri, il treno S5 proveniente da Varese e diretto a Treviglio, che passa da Milano alle 18.29, non è stato effettuato, mentre il treno S6 proveniente da Novara, che sarebbe dovuto arrivare a Milano alle 18.41, ha accumulato 17 minuti di ritardo: la voce del capotreno ha avvertito che il disagio era causato da "eccessivo traffico ferroviario", aggiungendo che "Trenord si scusa".

In effetti, l’azienda è stata costretta a scusarsi anche finanziariamente: negli ultimi mesi, diverse tratte "non hanno rispettato lo standard di affidabilità previsto dal Contratto di Servizio", si spiega sul sito. Gli abbonati di queste direttrici stanno quindi acquistando gli abbonamenti mensili con sconti del 30% o del 25%: per la tratta S5 Treviglio-Varese, ad esempio, il bonus è stato assegnato già da due mesi e continuerà anche per il prossimo, a causa dei disagi subiti dai pendolari nei mesi di febbraio, marzo e aprile 2018.

Resta da chiedersi, al di là degli sconti nei mesi successivi ai disagi, quali siano le cause e gli effetti del mancato rispetto degli standard di affidabilità. Sulle ragioni dei disservizi, ci si potrebbe interrogare sulle riduzioni di spesa per il trasporto pubblico locale: secondo il rapporto Pendolaria 2017 di Legambiente, i finanziamenti sono diminuiti dal 2009 del 22,7% a fronte di un aumento dell’8,5% dei passeggeri. Quanto alle conseguenze, è necessario ricordare che un disservizio non è mai soltanto una questione di minuti: spesso un ritardo può impedire una coincidenza con altri mezzi, così come la cancellazione di un treno può influire pesantemente su appuntamenti di vario genere, con effetti talvolta non quantificabili né quindi monetizzabili.

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