La milza spappolata e due costole incrinate. Si è presentata così in ospedale la donna di 50 anni che ai medici ha raccontato di essersi ferita cadendo. Ma dinanzi a quelle lesioni il personale sanitario ha subito compreso che la donna, madre di una ragazza di 13 anni, nascondeva ben altro. E così dopo aver cercato di scavare più a fondo, i medici sono riusciti a far raccontare alla 50enne la verità: a provocarle quelle ferite era stato il compagno che il giorno prima aveva sfogato la sua rabbia prendendola a pugni, pugni fortissimi nello stomaco davanti anche alla figlia adolescente di lei che impotente ha assistito a quanto stava accadendo. Una dinamica che forse si è ripetuta già in passato, come poi sospettato dagli inquirenti, ma che questa volta a causa dei dolori lancinanti ha costretto la donna a recarsi in ospedale il giorno dopo. Quelle botte, sferrate con violenza inaudita, le hanno provocato profonde lesioni interne, compresa un'emorragia che avrebbe potuto portarla anche alla morte se non fosse intervenuta in tempo.

L'uomo rischia l'arresto per lesioni gravissime

La donna, che ora si trova ricoverata in prognosi riservata nel reparto di terapia intensiva a Lodi è stata così sottoposta a una delicata operazione chirurgica che le ha salvato la vita. Agli agenti della questura giunti in ospedale dopo la segnalazione dei medici la 50enne ha raccontato quanto accaduto nella serata di domenica: versione confermata anche dalla figlia 13enne che ha descritto nel dettaglio le violenze che il compagno della madre costringeva la donna a subire. La polizia si è recata immediatamente nell'abitazione dell'uomo per interrogarlo: qualora dovessero essere confermate le accuse potrebbe essere arrestato per lesioni gravissime e madre e figlia affidate a un centro antiviolenza. Al momento sono state prese in carico dalla polizia per essere protette.