"Se Milano si rimette in moto senza cautele, la possibilità che esploda un nuovo focolaio c'è ed è maggiore che in altre zone". Questa la sentenza di Vittorio Demicheli, epidemiologo dell'Unità di crisi della Regione Lombardia, circa un'eventuale ripartenza precoce del capoluogo lombardo.

L'epidemiologo: Necessario restare tutti fermi per un po'

Demicheli spiega come nella city lombarda il contagio si sia diffuso con minore velocità rispetto ad altre città e province, beneficiando da subito delle disposizioni statali e regionali, nonostante ora si sia rivelata l'area maggiormente colpita d'Italia con 11.538 contagi accertati (dati aggiornati a ieri, lunedì 6 aprile). Chiaro quindi che per mantenere contenuti i dati, serva restare "tutti fermi" sino a data ancora da destinarsi, spiega al Corriere. Altrimenti un'impennata di casi positivi potrebbero rallentare ulteriormente la guarigione della regione e della città stessa. Per evitare che ciò accada, quindi, bisognerà rinunciare per un altro bel po' di tempo alle attività sociali che vanno dalle partite allo stadio ai concerti, quelle a rischio contagio maggiore.

Demicheli ammette: Mancanza di mascherine drammatica realtà

Il professor Demicheli parla poi dell'utilizzo delle mascherine, diventato obbligatorio con la nuova ordinanza regionale: "La mascherina evita il contagio reciproco", spiega, mentre ammette che "prima non c'erano", sottolineando come questa sia "una delle drammatiche realtà di questa epidemia". Come tanti altri esperti, poi, Demicheli si accoda parlando del numero di contagi. Ad oggi, in Lombardia le persone tamponate positive ammontano a 51.434, ma i contagi reali sono stimati tra le 5 e le 10 volte tanto.