Ci sono primati e primati, e quello che ben tre città lombarde si sono aggiudicate nel 2018 è di quelli che portano conseguenze e che necessitano di un'attenta riflessione. Secondo il Dossier annuale di Legambiente sull'inquinamento atmosferico le città di Brescia, Lodi e Monza sono le città più inquinate d'Italia: sui 55 capoluoghi di provincia italiani sono ben 24 quelli nei quali sono stati superati i limiti giornalieri per le polveri sottili o per l’ozono e le tre città lombarde lo hanno fatto per tanti, troppi giorni. Nello specifico, i cittadini di queste tre province hanno dovuto respirato aria inquinata per circa 4 mesi su un totale di 12. Numeri allarmanti che pongono ancora una volta la regione Lombardia al centro del dibattito ambientale: l'aria è sempre più satura di smog, l'inquinamento cresce e secondo Legambiente il 2018 è stato un anno da bollino rosso.

Sei le città lombarde tra le prime dieci più inquinate

Subito dopo i primi tre gradini del podio troviamo Venezia, Alessandria, Milano, Torino, Padova, Bergamo e Cremona. Sono ben sei dunque le città lombarde tra le prime dieci più inquinate d'Italia, un primato che pone l'accento su quanto è stato fatto finora e su quanto ancora c'è da fare per assicurare aria respirabile ai cittadini. Quasi tutte le città capoluogo di provincia dell’area padana si trovano al disopra di uno dei due limite, quello per le polveri sottili e per l'ozono. Tra le città invece esterne a questa zona, la prima più inquinata è Frosinone, nel Lazio, poi Genova, Avellino e Terni.

In Italia l'inquinamento atmosferico è un'emergenza costante

Secondo Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, in Italia non esiste una efficace strategia antismog, ciò che è stato fatto in questi anni è frutto di azioni disomogenee ed estemporanee. Una critica non troppo velata dunque alle cosiddette misure antismog adottate per brevi periodi (se non praticamente pochi giorni) quando il livello delle polveri sottili supera il limite consentito, come il blocco delle auto inquinanti. "L'inquinamento atmosferico ad oggi continua ad essere un'emergenza costante nel nostro Paese non più giustificabile con le avverse condizioni meteo-climatiche della Pianura Padana o legate alla sola stagionalità invernale", conclude Zampetti.