Non credono all'ipotesi del suicidio i genitori di Gianluca Infortuna scomparso il 30 dicembre del 2009 da Pescate, comune del Lecchese. Elma Bartoletti e il marito Giacinto hanno raccontato la storia dell'improvvisa sparizione del figlio, all'epoca 35enne, alla redazione del programma tv di Rai Tre "Chi l'ha visto?" sottolineando la ricerca di una verità diversa da quella con la quale gli investigatori hanno archiviato il caso. Secondo i due il figlio era una persona solare che mai avrebbe compiuto un gesto del genere, nonostante gli indizi dicano il contrario. Secondo quanto emerso durante le indagini infatti Gianluca stava attraversando un periodo poco felice dovuto alla fine della storia d'amore con la sua fidanzata, rottura che il 35enne non aveva accettato e che era stata aggravata dal fatto che la giovane al tempo stava iniziando una nuova relazione proprio con un amico di Gianluca: "Aveva sofferto molto il distacco dalla fidanzata e più volte aveva messo in scena il tentativo di un gesto estremo – ha spiegato Elma ai giornalisti del programma di Rai Tre – però avvisando sempre gli amici; cercava attenzione, in sostanza".

La madre: offriva per una storia d'amore finita

Cosa sia accaduto quella sera del 29 dicembre di nove anni fa non è ancora chiaro. Secondo la ricostruzione effettuata dagli investigatori, Gianluca è uscito di casa senza spiegare ai genitori dove fosse diretto, chiedendo solo il cellulare alla madre. "Si alzò e si vestì – racconta la donna – mio marito lo seguì con la macchina per un paio di chilometri, perché avevamo intuito che qualcosa non andava". Secondo la mamma di Gianluca il figlio era diretto a casa della fidanzata per avere un confronto con lei sulla fine dolorosa di quella storia d'amore. Dopo essere uscito di casa il 35enne si reca in paese, si ferma a comprare delle sigarette e poi si allontana in auto. Il padre rientra a casa mentre Gianluca viene avvistato l'ultima volta, il giorno dopo, all'interno della trattoria di un amico con il quale condivideva la passione per il calcio e per il tifo verso il Lecco. Da quel 30 dicembre di nove anni fa di Gianluca si sono perse le tracce.

L'avvocato della famiglia: ha subito minacce poco prima della scomparsa

Il calcio era una delle grandi passioni di Gianluca: era tifoso del Lecco. L'altra sua forte passione era la pesca, hobby che lo portava a stare all'aria aperta, cosa che amava, così come amava il lago: "Era socievole – ripete la madre – aveva un forte senso della libertà". Lo ripete a chi l'ascolta e a se stessa Elma che chiede solo la verità: "Come genitori non ce la facciamo più, sono nove anni che ci battiamo. Siamo convinti che qualcuno la verità la conosce, vogliamo solo saperla". Le indagini sulla scomparsa del 35enne sono state chiuse così come il caso: l'ipotesi più probabile per gli inquirenti resta il suicidio ma il legale della famiglia non ci sta e aggiunge: "Un'amica comune ha rivelato agli inquirenti che Gianluca avrebbe ricevuto delle pesanti minacce. Non capisco come questa pista non sia mai stata seguita", conclude il difensore.