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Lecco, al museo di storia naturale arriva il “Lariosauro”, antenato dei dinosauri

A Lecco un weekend dedicato al Lariosauro, antenato dei dinosauri che viveva milioni di anni fa nel territorio lecchese. Sabato 28 e domenica 29 marzo 2015 sarà festeggiato con incontri, mostre e spettacoli al Museo di Storia naturale.
A cura di Federica Gullace
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Il Museo di storia naturale di Lecco apre le sue porte per un weekend all’insegna della preistoria, con "Lariosaurus day", sabato 28 e domenica 29 marzo 2015, presso Palazzo Belgiojoso. Un evento, organizzato dal Comune di Lecco e sistema museale urbano Lecchese, insieme al Lions Club "Lecco Host", all’Associazione Culturale "L. Scanagatta" e con la collaborazione di Avpl –  Associazione volontari pensionati lecchesi, dedicato interamente al "Lariosauro", un rettile predatore, piccolo ma aggressivo, vissuto milioni di anni prima dei dinosauri nel territorio lecchese, all’epoca una landa molto simile ai Caraibi. Un intero weekend di attività, durante i quali il polo museale di corso Matteotti sarà la cornice di inaugurazioni, conferenze, presentazioni di libri, visite teatralizzate e laboratori per bambini.

Il programma: ospite d'eccezione Davide Van De Sfroos

La manifestazione prenderà avvio dalla scoperta dell’esemplare di Lariosaurus balsami conservato al Carnegie Museum di Pittsburgh (Stati Uniti) da parte dell’Associazione Culturale L. Scanagatta di Varenna e dalla donazione del suo unico calco al Comune di Lecco. Il manufatto sarà quindi esposto in maniera permanente nella Sala della Paleontologia del Museo di Palazzo Belgiojoso grazie ad un nuovo allestimento finanziato dal Lions Club "Lecco Host", che verrà inaugurato sabato 28 marzo alle ore 18. Durante l’incontro, saranno presenti le autorità comunali, Arnaldo Dozio, presidente del  Lions Club Lecco Host e Giancarlo Colombo, ricercatore dell’Associazione Culturale L. Scanagatta.

Ospite d'eccezione, Davide Van De Sfroos, autore della canzone ‘El mustru', che ha così raccontato: "È ovvio che ogni lago deve avere il suo mostro perché quello che sta sott’acqua ha più fascino e più mistero delle cose che volano o che camminano. Da noi, che non possiamo vantare un Nessie come il Loch Ness, ecco spuntare il Lariosaurus. E nell’immaginario collettivo, non può che presentarsi come un mostro grande come un battello, dalla bocca spalancata che si mangia tutte le stelle. In realtà, dai calchi e dai fossili, abbiamo visto le sue dimensioni reali scoprendo che il Lariosaurus era tutt’altra cosa. Ma non è la grandezza che conta. L’importante è avere la prova di una leggenda che rappresenti il mistero, il baratro della storia, il tempo stesso. Nella mia canzone, ho parlato del mostro del lago prendendo spunto dalla leggenda per simboleggiare anche un altro mostro, un altro demone. Il vecchio pescatore non viene più accettato dalla gente che lo ritiene pazzo mettendo in discussione la sua credibilità. E come un novello capitano Achab vuole affrontare la sua Moby Dick e si prepara a sfidare la derisione, la vecchiaia. Allora il mostro diventa il simbolo di qualcos’altro, più profondo, più legato alla vita di tutti. Un’icona del mistero".

Sabato spettacolo per bambini

Sabato terminerà poi con "Una notte al Museo… Storie museali, di uomini e animali", lo spettacolo teatrale per grandi e piccini, realizzato alla luce delle torce elettriche portate dai bambini, direttamente nella sale del museo naturalistico. Domenica, invece, a partire dalle ore 11 si riprenderà con la conferenza e la visita guidata "Alla ricerca del Lariosauro perduto", condotta da Giancarlo Colombo, lo studioso dell’Associazione L. Scanagatta che ha ricostruito le peregrinazioni del fossile del Lariosauro da un capo all’altro del mondo e che ha rintracciato l’esemplare oggi a Pittsburgh. Alle ore 15, invece, ci sarà la presentazione del libro per bambini "C’è un Lariosauro in giardino", di Dino Ticli, scrittore e paleontologo, con le illustrazioni di Danilo Loizedda e Alessia Buffolo (Teka Edizioni). I bambini saranno poi coinvolti nel laboratorio "Disegna il tuo Lariosauro!" a cura della naturalista Paola Rota e Danilo Loizedda e in collaborazione con i volontari dell’Associazione Volontari Pensionati Lecchesi. La giornata, si concluderà poi con la visita guidata alla sale e ai depositi paleontologici e una merenda al museo.

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