La donna vittima di insulti razziali
in foto: La donna vittima di insulti razziali

“Ne..e di merda. Quelle come te bisogna insultarle, forse così capiscono”: sono queste le parole utilizzate da un autista di ASF Autolinee nei confronti di una donna di origini africane salita a bordo con i suoi tre bambini piccoli. È successo mercoledì 29 maggio, intorno alle ore 14 sulla linea C46 che collega Como a Bergamo. Testimone della scena una ragazza minorenne – che chiameremo Anna perché ha chiesto di restare anonima – che ha filmato con il suo smartphone il grave episodio di razzismo.

Insulti razzisti anche ai tre figli piccoli

“Io prendo sempre lo stesso pullman tutto l’anno, da scuola a casa e viceversa – racconta Anna -. Quel giorno è salita una donna con tre bambini, uno di sei anni, uno di tre e uno piccolo che avrà avuto al massimo cinque mesi”. Biglietto in regola, nessuna discussione, “comportamento impeccabile”, una normale passeggera con i suoi figli. “L’autista già all’inizio sembrava provare astio nei confronti della donna – continua Anna -. Lei si è seduta nel posto dietro l’autista, proprio attaccata, e lui ha cominciato a dire frasi del tipo “Ma che odore, che puzza c’è? Questi bambini non si lavano, non lava i suoi bambini”.

La minaccia: donne così devono essere picchiate

Anna capisce che la situazione sta diventando insostenibile, nonostante la vittima degli insulti stia cercando di rimanere calma. Poco dopo l’autista infuriato ricomincia a molestare la passeggera “ha continuato dicendo che le donne così devono solo essere picchiate, che bisogna mostrare violenza nei confronti delle persone di colore – afferma Anna -, erano quindi tutti insulti razzisti”. A questo punto la ragazza decide di tirare fuori dalla tasca il suo smartphone e iniziare a registrare l’aggressione verbale. Il video parla da solo. “Quelle come te bisogna insultarle – dice l’autista -, forse così capiscono”. La donna risponde in tono pacato: “Io penso che è troppo” afferma, prima di riceve il più classico degli insulti razzisti, rivolto a lei e a tutte le donne con la pelle nera. La madre vittima di insulti, dopo aver trattenuto così a lungo la calma, perde la pazienza. “Perché mi insulti? Perché mi insulti? – grida a squarcia gola – Tu credi che io non capisco l’italiano”.

Nessuno è intervenuto per aiutarla

Come è facile immaginare, vedendo la madre alterata i tre bambini sono sotto choc. Anna li aiuta a sedersi, mentre la donna è ancora in lacrime, provata dall’accaduto. La cosa che più stupisce la testimone è l’omertà dei presenti. “Nessuno ha aiutato questa donna – afferma Anna -. C’era un uomo sulla sessantina che non mostrava pena, niente. Un’altra signora, seduta vicino all’autista, ha provato a dire alla donna di calmarsi, senza però far capire che la colpa era dell’autista. Era un conforto, ma neanche tanto”.

L'autista è noto per il comportamento poco idoneo

Non era la prima volta che questo autista veniva notato per i suoi comportamenti. Anna racconta che lei stessa in passato è stata trattata in malo modo dall’autista. Secondo la giovane “questo autista è noto per il suo comportamento poco idoneo al suo ruolo, è sempre maleducato, menefreghista”. Più volte è capitato di vederlo passare davanti alla fermata del bus e ignorare i passeggeri in attesa alla banchina e, secondo altre fonti, in un’occasione avrebbe addirittura insultato una persona disabile. L’azienda di autotrasporti ASF Autolinee, da noi contattata in merito all’accaduto, ha dichiarato che approfondirà al più presto la questione e valuterà eventuali provvedimenti.