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È iniziata martedì 26 novembre la bonifica dei fondali del lago d'Iseo dove sono stati ritrovati numerosi residuati bellici tra i quali ordigni, munizioni e mine risalenti alla Seconda guerra mondiale. Le operazioni dovrebbero concludersi entro mercoledì 4 dicembre: alcune delle bombe sono state già riportate in superficie, si tratta di bombe da mortaio che sono state già fatte brillare dagli artificieri dell'esercito alla miniera Ca' Bianca di Parzanica.

Le operazioni di bonifica, coordinate dalla prefettura di Bergamo e dal comando provinciale dei carabinieri, renderanno inaccessibile ai bagnanti e alla navigazione la porzione di lago interessata, ovvero quella del Corno di Tavernola, sulla sponda bergamasca del Sebino. Durante la prima giornata di lavoro sono già state raccolte sette bombe: una volta portate in superficie, sono state trasportate, all'interno di apposite cassette di sicurezza, alla miniera Ca' Bianca di Parzanica e fatte brillare dagli artificieri del Genio Guastatori di Cremona.

"Che nel lago siano state celate molte cose si sa da sempre – spiega Remo Bonetti, dell’associazione Soccorso Sebino – quando abbiamo potuto, abbiamo ripescato oggetti vari. Il Sebino è stato usato sia come discarica sia come luogo dove “nascondere“ cose di cui ci si voleva disfare. Tra questi ci sono certamente materiali di origine bellica". L'idea della bonifica proposta dal comandante dei carabinieri del comando provinciale di Bergamo Storoni, è nata dopo il ritrovamento dell’auto contenente il corpo di un uomo annegato anni fa nelle acque del lago. Le immersioni sono effettuate dagli specialisti della Marina di sede a La Spezia in Liguria e gli uomini del X Reggimento Genio Guastatori di Cremona.