"Gli uccelli tornino nello spiedo bresciano, restituire dignità al nostro piatto tipico". L'ultima crociata della Lega in Lombardia è gastronomica. Il Carroccio ha presentato un progetto di Legge regionale per la salvaguardia dello "spiedo bresciano" che per le norme sulla caccia è stato privato degli ‘osei'. Il primo firmatario del documento è il vice capogruppo leghista al Pirellone, Floriano Massardi.

La battaglia del consigliere è contro la legge 116 del 2014 che prevede il divieto di "vendere, detenere per vendere, trasportare per vendere, acquistare uccelli vivi o morti, nonché loro parti o prodotti derivati facilmente riconoscibili, anche se importati dall’estero, appartenenti a tutte le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo degli Stati membri dell’Unione". Per Massardi, però, è in gioco ben più che un piatto. "L’identità di un territorio trova nella cucina locale una delle sue espressioni più importanti ed è questa la ragione che mi ha portato ad elaborare questo progetto di legge per salvaguardare il piatto principe della cucina tradizionale bresciana: lo spiedo".

Quella del legislatore nazionale per l'esponente del Carroccio è "una prevaricazione senza senso, ultima di una serie di follie gastronomiche, che nel corso del tempo hanno colpito diverse pietanze tipiche, cucinate da secoli, se non da millenni, in tutto il nostro Paese". In sostanza il progetto di legge regionale chiede di ripristinare le "antiche usanze" pur "senza contrastare con la normativa nazionale".  La proposte di legge chiede di prevedere "la cessione a titolo gratuito di donazione di piccoli quantitativi di piccola selvaggina selvatica proveniente dall'attività venatoria direttamente dal cacciatore al consumatore finale e agli esercizi di commercio al dettaglio e di somministrazione che riforniscono il consumatore finale o per sagre e manifestazioni a carattere gastronomico".