Duro attacco della Caritas ambrosiana contro il Decreto sicurezza voluto dal ministro dell'Interno Matteo Salvini. Con un comunicato apparso sul sito del "braccio assistenziale" della Diocesi di Milano, il direttore Luciano Gualzetti sottolinea uno degli effetti perversi del decreto da poco approvato in Parlamento: "Sono circa 500 i profughi accolti nei centri di accoglienza gestiti dalle cooperative di Caritas Ambrosiana nella Diocesi di Milano che rischiano di diventare senza tetto per effetto del Decreto Sicurezza", esordisce la nota. Nel mirino della Caritas (così come di altre associazioni umanitarie che in questi giorni stanno protestando contro il decreto) ci sono in particolare in particolare la cancellazione della protezione umanitaria e l'impossibilità di accogliere le persone ancora in attesa di risposta sulla loro domanda di asilo negli Sprar, ossia il sistema "diffuso" di protezione per richiedenti asilo gestito dai Comuni, che prevede dei corsi di lingua e altri percorsi di integrazione.

Il direttore della Caritas ambrosiana: Vanificati gli sforzi per l'integrazione, un controsenso

"Saranno vanificati gli sforzi fatti per avviare percorsi di integrazione – sottolinea la nota della Caritas ambrosiana – Rischia così di andare perso l’investimento di risorse pubbliche e private erogate per l’accoglienza e i corsi professionali senza considerare il lavoro e il tempo offerto gratuitamente da centinaia di volontari impegnati nelle scuole di italiano e nei tanti percorsi di accompagnamento sociale". Il direttore Luciano Gualzetti sintetizza in una parola sola il Decreto sicurezza di Salvini: "Un controsenso". "Il cosiddetto Decreto sicurezza – argomenta Gualzetti – renderà più difficile per i migranti trovare un lavoro regolare, inserirsi nella nostra società, vivere una vita normale. Poiché non è realistico immaginare che saranno rimpatriati, ci aspettiamo di ritrovarli in coda ai nostri centri di ascolto. Dopo esserci impegnati per la loro integrazione ora dovremo spendere soldi e tempo per aiutarli ma senza, a questo punto, poter offrire loro alcuna prospettiva di futuro".

La Caritas assiste nella Diocesi di Milano oltre duemila migranti

Nella nota la Caritas ambrosiana ha poi diffuso alcuni numeri relativi al proprio impegno nell'accoglienza a profughi e richiedenti asilo nella Diocesi di Milano. Sono oltre duemila (per la precisione 2336) i posti disponibili complessivamente all’interno di strutture ecclesiali, pubbliche e private, come appartamenti, ex convitti e case di spiritualità. A gestirli sono cooperative sociali. Di questi posti, 1.343 sono convenzionati con le Prefetture (Cas), 710 con i Comuni (Sprar), 162 sono gestiti con i fondi derivanti dalle offerte dei fedeli e 121 si trovano in centri per minori non accompagnati gestiti per conto delle amministrazioni pubbliche. In tutte queste strutture gli ospiti, oltre a ricevere i servizi previsti dalle convezioni (come vitto, alloggio e alfabetizzazione), vengono inseriti in percorsi di formazione professionale e accompagnamento sociale sostenuti da risorse pubbliche e private. Questo, almeno, fino alla scorsa settimana. Adesso, dopo l'approvazione del Decreto sicurezza, anche la Caritas ha voluto lanciare l'allarme sul più che probabile caos che questa legge genererà su due tematiche cruciali come l'accoglienza e l'integrazione dei migranti.