L’odissea di un disabile nella Milano del Fuorisalone: “Nessun taxi accessibile, vi meritate Uber”

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Un ragazzo disabile ha raccontato su Facebook la sua odissea. Ieri sera è andato a farsi un giro con gli amici a Milano in occasione della Design week. Poi però, quando ha avuto bisogno di un taxi per poter tornare a casa, non ne ha trovati di accessibili ai disabili: “Tre telefonate, 45 minuti d’attesa totali e nessun taxi trovato. Gli operatori, alla richiesta di un taxi accessibile, prima sbuffano, poi ti mettono in attesa, poi dopo 15 minuti fanno cadere la linea. Solo il terzo ha la ‘cortesia’ di confessare ‘ma non ci sono, sono pochissimi’.

L'altra faccia della Milano città internazionale, metropoli europea attrattiva per i turisti di tutto il mondo, l'ha raccontata Simone Gambirasio. Lui, giovane content manager che vive a Cairate, in provincia di Varese, ed è costretto su una sedia a rotelle, ieri sera ha deciso di farsi un giro con alcuni amici nel capoluogo lombardo in occasione degli eventi della Milano design week, con i celebratissimi Salone del mobile e Fuorisalone. Ma l'imprevisto era dietro l'angolo: Trenord ha infatti cancellato a causa di un guasto tutti i treni diretti a Busto Arsizio, che lo avrebbero riportato a casa. Al ragazzo sono rimaste quindi due scelte: chiamare un taxi attrezzato per i disabili oppure cercare un hotel per non dover dormire in strada. Ma entrambe le strade si sono rivelate impossibili.

A raccontare la sua disavventura, in un lungo sfogo divenuto virale su Facebook, è stato lo stesso Simone: "Bella Milano, bello il Salone, bello il brio di una città moderna – ha scritto sulla sua pagina social – Poi accade che sei disabile, ti fai prendere dall’entusiasmo, credi di vivere in Europa e il giovedì sera ti azzardi a cercare un taxi per portatori d’handicap. Risultato? 3 telefonate, 45 minuti d’attesa totali e nessun taxi trovato. Gli operatori, alla richiesta di un taxi accessibile, prima sbuffano, poi ti mettono in attesa, poi dopo 15 minuti fanno cadere la linea. Solo il terzo ha la ‘cortesia' di confessare ‘ma non ci sono, sono pochissimi'. Ah ecco". Trovare una sistemazione in hotel si è rivelata essere un'impresa altrettanto ardua: in effetti durante questi giorni quasi tutte le strutture milanesi fanno registrare il "tutto esaurito", per cui nel caso degli alberghi forse il problema, più che di accessibilità, è stato di disponibilità.

Simone ai tassisti: Prendete auto accessibili, altrimenti vi meritate Uber

Ma sono i tassisti e il Comune di Milano "l'obiettivo" principale dello sfogo di Simone: "Sul suo sito il Comune di Milano parla di 41 taxi per disabili in circolazione: io non sono mai riuscito a prenderne uno. A Londra, che europea non sarà ma a questo punto anche io voglio la mia Brexit personale da un Paese di pezzenti, ogni taxi con licenza deve essere accessibile. Cari taxisti, ci tenete tanto alle licenze, vero? Sono garanzia di qualità e servizio alla cittadinanza. Allora iniziamo a obbligare tutti i taxisti che cambiano auto a prenderne una accessibile. Non ad agevolarli (se li agevoliamo) ma ad obbligarli. Altrimenti vi meritate Uber", ha scritto Simone. Il ragazzo ha poi sottolineato come un servizio d'auto con conducente per disabili, a Milano, esista, ma non sia soddisfacente: "Fa prezzi da strozzini, ha conducenti imbarazzanti e spesso non fa ricevuta. Stranamente, però, di quella concorrenza i tassisti non si preoccupano troppo. ATM ha anche il coraggio di sponsorizzarla come alternativa ai suoi disservizi. Forse sarebbe il caso di pensare seriamente ai servizi per disabili. In caso contrario – ha concluso sarcasticamente Simone – chiederei al Comune di Milano di continuare pure a limitarci la libertà, ma con un piglio più degno dei sui predecessori dittatoriali: mettete pure il coprifuoco, dite che i disabili alla sera non possono uscire. Chiudeteci in casa come Pamela Prati al Grande Fratello. Noi forse, come Pamela Prati, continueremo comunque a rompere le scatole". Per la cronaca: alla fine Simone è tornato a casa solo grazie all'aiuto dei genitori, che sono andati a prenderlo in auto.

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