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in foto: immagine di repertorio

L'autosalone era stato aperto una decina di giorni prima, con prezzi più che competitivi: per accaparrarsi auto di lusso, a volte anche in edizione limitata, bastava spendere anche il 40% in meno dei prezzi di mercato. Al momento della consegna, però, i clienti si sono trovati davanti alle saracinesche abbassate: del venditore non c'era più traccia, sparito con gli incassi. È successo a Inzago, comune da poco meno di 11mila abitanti della provincia di Milano; sono in corso indagini dei carabinieri.

Nella vetrina della nuova concessionaria c'erano fiammanti Alfa Romeo, Fiat, Audi e Porsche. Il passaparola, di persona e sui siti online dedicati alla vendita di automobili, aveva dato i suoi frutti: in pochi giorni diverse persone avevano contattato il concessionario versando la caparra e, dopo la prova su strada, pagando il saldo. Ma quelle automobili non sono mai arrivate: il giorno in cui avrebbero dovuto ritirare l'automobile i clienti hanno trovato un cartello scritto a mano che indicava la chiusura temporanea per non meglio specificati problemi tecnici. Nessuna risposta nemmeno chiamando al numero di telefono, e zero comunicazioni tramite mail o altri sistemi con cui il venditore fino a poche ore prima aveva aggiornato su vendite e tempi di consegna. E così sono partite le denunce.

Secondo i carabinieri, che avrebbero già identificato il concessionario e gli avrebbero bloccato i conti correnti, il giro di affari sarebbe di circa 200mila euro, tutti per automobili vendute e mai consegnate. L'uomo, che aveva aperto l'autosalone regolarmente e con tutti i permessi, è un incensurato con nessuna pendenza penale. Non aveva destato sospetti nemmeno lo stesso autosalone, se non per i prezzi che arrivavano quasi alla metà di quelli normali per quel tipo di automobili: le vetture, in via Di Vittorio, alle spalle della via Padana superiore, c'erano davvero, e i clienti avevano anche potuto provarle su strada prima di versare il denaro.