Secondo le stime di Legambiente i lombardi respirano aria cattiva e fuorilegge un giorno su due. Nel 2017, per esempio, sono stati 182 i giorni in cui i valori delle polveri sottili e dell'ozono hanno superato i limiti stabiliti per legge.  "Si tende a considerare l'inquinamento estivo da ozono un problema minore rispetto a quello dello smog invernale. Ma è sbagliato sia per gli impatti sulla salute, che sono amplificati dal maggior tempo passato all'aria aperta rispetto alle stagioni fredde, sia perché i due inquinamenti condividono la stessa origine: i micidiali NOx, le cui principali fonti emissive sono i motori dei veicoli, soprattutto quelli diesel", ha spiegato Barbara Meggetto, presidente lombarda di Legambiente.

Nella Pianura Padana, spiega Legambiente, a causa di correnti da sud e scarsa ventosità, gli inquinanti tendono a ristagnare e con essi anche l'ozono. "Per questo la Pianura Padana, oltre ad essere l'area europea più inquinata d'inverno, lo è anche d'estate, anche se a causa di fenomeni completamente diversi. Il problema è che gli inquinanti cambiano, ma i polmoni che li respirano sono sempre gli stessi", Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia. Incrociando i dati delle rilevazioni sulla qualità dell'aria, Legambiente ha verificato che in effetti nell'arco di un intero anno i lombardi respirano aria insalubre un giorno su due. "Di fronte a questi dati è chiaro che per la Lombardia, e in generale le regioni del bacino padano, le misure di limitazione delle emissioni inquinanti, a partire da quelle dovute ai diesel, devono diventare una assoluta priorità, e non più per i soli mesi invernali", conclude la presidente Meggetto.