Ingegnere milanese ucciso in Argentina: i killer hanno bruciato il corpo
Un uomo di 47 anni, Vittorio Piva, è stato ucciso in Argentina. Il suo cadavere è stato trovato in un campo di Zarate, a una settantina di chilometri da Buenos Aires, dal proprietario dell'appezzamento: il corpo era carbonizzato. Piva, nato a Milano e di professione ingegnere, viveva da anni in Argentina, dove aveva aperto un'azienda agricola specializzata nella coltivazione di soia. Di lui si erano perse le tracce dal 12 ottobre, quando la moglie ne aveva denunciato la scomparsa. Stando a quanto riporta il giornale argentino "Clarin", dietro la morte di Piva potrebbe esserci la criminalità organizzata. L'ipotesi della polizia locale è infatti che l'ingegnere milanese sia stato ucciso per questioni legate al traffico di droga. Piva viaggiava spesso per lavoro nel continente sudamericano, tra Bolivia, Paraguay, Uruguay e Brasile. L'uomo aveva un precedente per droga: era stato arrestato due anni fa e la polizia gli aveva trovato in casa della cocaina, anche se per quella vicenda non era mai stato processato. Stando alle prime ricostruzioni sul delitto, Piva sarebbe stato ucciso in un altro posto e poi trasportato nel campo in cui è stato trovato il cadavere. I suoi killer lo hanno ucciso con quattro colpi di pistola alla schiena e poi hanno bruciato il corpo, nel tentativo probabilmente di cancellare ogni traccia.