La provincia di Varese è quella dove c'è maggiore movimento, almeno secondo quanto rilevato dalla regione Lombardia che analizza gli spostamenti delle persone attraverso le celle telefoniche: secondo quanto emerso dall'ultima rilevazione infatti, il 68 per cento della popolazione varesina si è mossa. Un primato di cui non andare affatto fieri visto che nelle ultime 24 ore sono stati 98 i nuovi contagi da coronavirus nella stessa provincia che ad oggi conta 1.589 casi. Nella città di Varese sono 151 i contagiati, a Busto Arsizio sono 157 casi, a Saronno 98 e a Gallarate 87.

"Tra i comuni in cui si registrano i maggiori spostamenti – ha spiegato il vicepresidente della regione Lombardia Fabrizio Sala – ci sono Varese, Lodi e Lecco. Sono zone in cui sono operative attività essenziali ma invitiamo coloro che non devono spostarsi per residenze lavorative o sanitarie di restare a casa per evitare la diffusione del contagio". Sala ha spiegato che oggi è stato il terzo giorno consecutivo in cui in Lombardia si è registrato il 40% di spostamenti: "Un dato in aumento rispetto a quelli della scorsa settimana in cui eravamo 2-3 punti sotto – ha aggiunto il vicepresidente lombardo – per quanto riguarda le fasce orarie invece i picchi  si registrano nelle ore centrali della giornata, alle 20 e alle 23".

Con l'avvicinarsi delle festività pasquali c'è il rischio serio di un aumento del traffico per gli spostamenti verso le seconde case. Un rischio che va evitato assolutamente per il vicepresidente di Regione Lombardia: "Abbiamo percepito che stanno registrando un incremento i movimenti verso alcune località montane. Confidiamo nella responsabilità dei cittadini e chiediamo di non recarsi nelle seconde case per il weekend di Pasqua e pasquetta". Il vicepresidente ha ricordato che "il distanziamento sociale è l'unica arma sicura per sconfiggere il virus", e che quindi "sono vietati anche assembramenti nei cortili condominiali", e ha fatto appello al "buonsenso dei cittadini" perché, nonostante siano aumentati i controlli, "le Forze dell'ordine non possono controllare 10 milioni di persone, questo virus lo combattiamo se tutti rispettiamo le norme". "La maggiore mobilità di oggi – ha proseguito Sala – potrebbe causarci problemi quando ci organizzeremo per un ritorno graduale alla normalità in fase di uscita dall'emergenza: quello che facciamo oggi lo vedremo tra 8-10 giorni, in termini di contagio, e se ci sarà l'apertura rischieremo di aumentare ancora di più le possibilità di diffusione del virus".