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Le famiglie che si trovano in una condizione di povertà assoluta in Lombardia sono più di 180mila, numeri che hanno registrato un forte aumento negli ultimi anno passando in poco tempo dal 3 al 4,2%. Ma cosa significa "povertà assoluta"? Si tratta di famiglie o persone che hanno una spesa per i consumi inferiore a quello che viene considerato il livello minimo accettabile. Dunque persone che non hanno abbastanza risorse per avere quelli che sono considerati beni e servizi essenziali, come le spese per la casa, per la salute e il vestiario.

I dati sono stati diffusi dal rapporto 2018 di Polis e presentati e discussi ieri in Regione dove sono stati accolti con apprensione dal presidente Attilio Fontana: "Bisogna fare di tutto per abbattere questo indicatore", ha spiegato il governato che ha poi sottolineato gli impegni presi dalla Lombardia per rilanciare l'economia, lo sviluppo, la ricerca, l'innovazione e anche la formazione. "Sono comparti che possono contribuire a creare posti di lavoro e ad abbattere la povertà", ha spiegato.

I dati relativi alla povertà in Lombardia restano comunque minori rispetto a quelli delle altre regioni italiane dove invece i numeri sono molti più alti, anche se il governatore lombardo Fontana ha ribadito che si tratta di numeri che devono essere destinati a scendere. In Lombardia il rischio povertà raddoppia quando in famiglia sono presenti minori e supera il 20% nel caso di famiglie straniere.