Imbrattato il murale dedicato al generale Carlo Alberto dalla Chiesa a Milano: “Assassino”
Vandali in azione nella notte a Milano. Il "murale della legalità" nel quartiere Ortica, che raffigura tra gli altri il generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, è stato imbrattato da ignoti con una scritta con vernice rossa: "Assassino torturatore, 28.3.1980 i compagni non dimenticano". La scritta fa riferimento al blitz contro un covo delle Brigate rosse che il generale dalla Chiesa guidò alle prime ore del 28 marzo 1980 a Genova, in via Fracchia: l'operazione si concluse in un bagno di sangue, con la morte dopo un conflitto a fuoco dei quattro brigatisti sorpresi nel covo e il ferimento di un maresciallo dei carabinieri.
Il raid vandalico di questa notte è stato denunciato per prima dalla presidentessa del Municipio 3, Caterina Antola e ha poi visto la condanna praticamente unanime della città: "Condanno il vile gesto antidemocratico che questa notte ha infangato l'immagine del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, un grande uomo dello Stato che non ha mai rinunciato a servire il Paese con il massimo impegno e sforzo, nonostante tutte le avversità", ha scritto Antola, che nel maggio dello scorso anno aveva partecipato all'inaugurazione del murale che ritrae, oltre a dalla Chiesa, anche Giorgio Ambrosoli, Emilio Alessandrini, Walter Tobagi, Tina Anselmi, Mauro Brutto e Lea Garofalo. Poco dopo è arrivata anche la condanna di Sala: "Oggi Milano si è svegliata con l’ennesimo murales imbrattato: questa volta è toccato al volto del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, raffigurato all’Ortica insieme ad altri padri nobili del nostro Paese. Un gesto vigliacco compiuto nella notte, un atto grave che condanniamo perché non si tratta di semplici murales, ma di testimonianze pubbliche della nostra memoria: sono tracce del passato, anzi orme da seguire, per costruire una città migliore".
Libera: Solidarietà alla famiglia dalla Chiesa
Anche l'associazione Libera e l'Anpi si sono stretti attorno alla famiglia del Generale dalla Chiesa, difendendone la memoria: "La scritta contro il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, apparso sul murale nel quartiere Ortica di Milano, è un tentativo meschino di deturpare la memoria di uno degli uomini che hanno letteralmente dato la loro vita per difendere il nostro Paese da mafia e terrorismo – ha scritto l'associazione Libera, il cui presidente onorario è Nando Dalla Chiesa, uno dei figli del Generale – E questo certo non casualmente, a pochi giorni dal 21 marzo Giornata della memoria in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Libera Contro le Mafie si impegna da sempre e ogni giorno a difendere la memoria del Generale e di tutte le vittime innocenti. Gesti ignobili come questo rendono ancora più forte il nostro impegno quotidiano in difesa della memoria delle vittime di ogni criminalità. Tutta la nostra profonda solidarietà alla famiglia dalla Chiesa, e al nostro presidente onorario Nando dalla Chiesa".
"Le provocatorie e inaccettabili frasi comparse sul murale fanno riferimento all'irruzione compiuta dagli uomini del generale Dalla Chiesa il 28 marzo del 1980 in un covo delle Brigate Rosse. Con questa tempestiva azione l'Arma dei Carabinieri neutralizzò una importante base dei brigatisti in via Fracchia a Genova – ha invece scritto il presidente della sezione milanese dell'Anpi, Roberto Cenati – Il ruolo del generale Dalla Chiesa fu determinante e decisivo nello smantellamento e nell'azione condotta contro le Brigate Rosse. Non è più tollerabile che a distanza di 40 anni dall'assassinio del Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro, dall'uccisione dei 5 uomini della sua scorta e di tante vittime del terrorismo compaiano ancora scritte inneggianti a quel tragico periodo della storia del nostro Paese. Il terrorismo brigatista che ha rappresentato il più grave attacco al cuore dello Stato e alle istituzioni democratiche nate dalla Resistenza fu sconfitto grazie alla mobilitazione delle forze politiche, del sindacato, delle Associazioni della Resistenza, della società civile".