Il manifesto incriminato (da Corriere.it)
in foto: Il manifesto incriminato (da Corriere.it)

Domani, lunedì 4 novembre, in tutta Italia si festeggerà la Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate che ricorda la vittoria del nostro Paese nella Prima guerra mondiale. Celebrazioni sono in programma anche a Ospedaletto Lodigiano, paese di circa duemila abitanti in provincia di Lodi. Qui, però, la vigilia della festa è stata scossa dalle polemiche per dei controversi manifesti che il sindaco del paesino, Eugenio Ferioli, ha deciso di utilizzare per celebrare l'avvenimento. Nei manifesti – stampati in quindici copie – appare infatti il volto di Benito Mussolini. Si tratta infatti di stampe realizzate nel 1937, in pieno Ventennio, per ricordare tutti i volti dei caduti ospedalettesi durante la Grande guerra. Il manifesto, come riportano il "Corriere della sera" e il "Cittadino di Lodi", che hanno dato la notizia, è stato "riesumato" dal presidente della locale Associazione reduci e combattenti: il sindaco lo ha poi scannerizzato e ne ha fatto affiggere 15 copie in paese.

Il sindaco chiederà scusa ai suoi concittadini

Tanti ospedalettesi hanno storto il naso quando si sono visti Mussolini sui manifesti: qualcuno ha strappato la parte di manifesto dove compariva il duce, altri hanno chiamato il sindaco per protestare. L'eco delle lamentele è arrivata fino al questore e al prefetto, che hanno chiamato a loro volta il sindaco per chiedere delucidazioni. Il primo cittadino, un ex Dc al suo terzo mandato senza alcuna tessera di partito ed eletto per una lista civica, ha rispedito al mittente le accuse più pesanti, ad esempio quella di "apologia di fascismo", spiegando che voleva puntare sulla "storicità" del documento, che sarebbe l'unico che rappresenta tutti i caduti di Ospedaletto. Il sindaco ha poi aggiunto che durante le celebrazioni per il 4 novembre si scuserà con i suoi concittadini per lo sconcerto che la sua decisione ha causato.