Il piccolo Paolo è morto agli Spedali Civili di Brescia per aver contratto un'infezione causata dal batterio ‘Serratia marcescens'. Ma non è l'unico neonato ad essere stato infettato in ospedale. La direzione ha fatto sapere che sono dieci in totale, compreso il gemellino di Paolo, ad essere risultati positivi al batterio. L'infezione, fanno sapere gli Spedali Civili, ha cominciato a diffondersi il 20 luglio, "quando è stata identificata una condizione di malattia da Serratia marcescens in due neonati, con isolamento del germe da emocolture (del 18 e 19 luglio) e a un terzo neonato sono stati riscontrati segni clinici di congiuntivite, con isolamento del microrganismo da tampone oculare". I primi due neonati ora stanno meglio, mentre il terzo piccolo paziente "ha sviluppato segni clinici da shock settico e un quadro clinico che è progressivamente peggiorato nonostante la terapia antibiotica a largo spettro e le cure intensive" fino al decesso avvenuto lo scorso 6 agosto. Altri sette casi sono stati poi individuati (tre casi il 20 luglio, uno il 24, uno il 31, un altro il 3 agosto e l'ultimo il 6 agosto).

L'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, ha già disposto l'avvio di una commissione d'inchiesta sulla vicenda, proprio per verificare "se dal punto di vista amministrativo e sanitario sono state seguite tutte le misure di sorveglianza e contenimento del batterio. Sin dallo scorso lunedì insieme all'Asst, abbiamo seguito e monitorato la situazione all'interno del reparto di terapia intensiva neonatale. Voglio esprimere il mio più profondo cordoglio alla famiglia del piccolo".  Gli Spedali Civili fanno sapere che al momento dei dieci neonati positivi "sei sono ancora degenti. E, dei restanti ventisette degenti risultati negativi allo screening, dieci sono stati dimessi e diciassette sono ancora ricoverati". Secondo la direzione sanitaria dell'ospedale bresciano "al primo riscontro della malattia e cioè  in data 20 luglio è stato immediatamente allertato il Comitato Infezioni Ospedaliere Pediatrico e sono state subito poste in essere le prime misure di sorveglianza e contenimento. Il 24 luglio è stata messa in opera la bonifica ambientale di una stanza di degenza, riservandola ai nuovi ingressi e programmate le bonifiche successive. Al riscontro delle ulteriori positività dei tamponi di screening, in data 27 luglio è stata disposta la chiusura dell'accettazione di nuovi pazienti in Terapia intensiva neonatale ed è stata richiesta la collaborazione dei centri di limitrofi".