L’inquinamento nel lago di Varese (Foto: Save lake Varese via Facebook)
in foto: L’inquinamento nel lago di Varese (Foto: Save lake Varese via Facebook)

Dorothea Dietz è una signora austriaca che ormai da cinquant'anni vive in Italia, sulle sponde del lago di Varese. Da quando si è trasferita non ha mai potuto fare il bagno nel lago di Varese, dove dagli anni Sessanta vige un divieto di balneazione a causa dell'inquinamento delle acque: "Fin dall'inizio c'era il divieto di balneazione e mi è sempre dispiaciuto – spiega Dorothea a Fanpage.it – anche perché in Austria e Germania sono riusciti a bonificare i laghi prealpini, dove c'erano problemi simili di inquinamento legati all'industrializzazione". Il suo amore per l'Italia e per l'ambiente hanno spinto Dorothea ad agire: "Abbiamo deciso con gruppo di persone di lanciare progetto per la bonifica del lago, puntando a risvegliare la politica sull'argomento".

L'associazione Save lake Varese

Così è nata l'associazione di promozione sociale Save lake Varese (https://www.savelakevarese.org), un progetto digital che mira a creare una community di persone motivate a cambiare questa situazione e capaci di far sentire la propria voce con gli stakeholder di riferimento: politici locali e a livello regionale, ma anche tutti gli altri cittadini che abitano nella zona del lago ma che, spiega Dorothea, "forse sono abituati allo stato delle cose". "La situazione è svantaggiosa per tutta la popolazione – spiega Dietz – circa 150mila abitanti che gravitano attorno al lago. Le fognature non sono state mai completate e tutto il sistema dei controlli dell'acqua non è adeguato".

La politica si sta muovendo, seppur con lentezza

Ogni anno, spiega l'associazione, la rete fognaria scarica circa 20 tonnellate di fosforo e azoto nel lago. La politica si muove, seppur con estrema lentezza: lo scorso 12 aprile è stato firmato tra vari soggetti (tra cui Regione Lombardia, enti locali, Arpa e Ats) l'accordo quadro di sviluppo territoriale (Aqst) per il lago di Varese, che prevede cinque macroazioni. Nell'ambito della prima rientra il miglioramento del sistema fognario, ma solo entro il 2021 verrà completato il monitoraggio di tutti gli scarichi. Di fronte ai tempi lenti della politica l'attivista austriaca, forte anche di una sensibilità mutata sui temi ambientali, assieme ad alcuni amici ha deciso di invitare tutti gli altri cittadini a intervenire concretamente: "Nascondersi dietro al cinismo e alla scusa che ‘tanto non cambia niente' è una grande comodità – è scritto sul sito dell'associazione -. Ma se tante persone fanno un gesto piccolo, la storia dimostra che sono possibili grandi cambiamenti". Si può contribuire all'associazione in vari modi: facendo una donazione, partecipando come volontari alle iniziative che vengono organizzate ma anche attraverso il semplice passaparola: "La divulgazione è la cosa più importante, più persone sono al corrente del progetto e meglio è.