Milano è "la città più nascosta d'Italia". Ne è convinta Manuela Alessandra Filippi, autrice del libro "Le chiavi per aprire 99 luoghi segreti di Milano" (Palombi editore, 2014). "Come tutte le gentildonne che si rispettino, Milano non è abituata a mettersi in mostra e a dare confidenza agli sconosciuti. Ci vuole garbo, discrezione e passione per scoprirla". Lo sa bene l'autrice, che agli aspetti meno noti del capoluogo lombardo dedica il suo tempo dal 2008, e che nel 2010 ha fondato e presiede l'associazione "Città nascosta Milano". Il suo volume è un'imperdibile guida divisa in dodici sezioni, che oltre a far conoscere luoghi inaccessibili della città offre, come suggerisce il titolo, una "chiave" per provare a visitarli, almeno una volta nella vita. Abbiamo provato a selezionarne 10, i più soprendenti, ma l'invito è quello di non fermarvi qui.

La Fornace Curti

In via Tobagi, alla Barona, si trova "l'unica e ultima fornace ancora attiva in città". Qui, da oltre cinque secoli, l'omonima famiglia cuoce e plasma l'argilla, materia di cui la Pianura Padana è ricca e che, anche per le sue caratteristiche, abbonda nelle decorazioni dei palazzi milanesi.

La Vigna di Leonardo

Tra i suoi tanti primati, Milano è anche l'unica città del mondo ad avere un vigneto nel bel mezzo del suo centro storico. E il proprietario di questa vigna è stato nientemeno che Leonardo Da Vinci, il genio del Rinascimento italiano. L'originaria vigna di Leonardo, come da recenti scoperte, è ancora intatta, e si trova nel cortile interno della Casa degli Atellani, su corso Magenta. Visitarla è molto difficile, ma qualora vi riusciste, vi sentireste trasportati al 1490, anno in cui il vigneto originario fu impiantato.

Albergo diurno Venezia

Proprio sotto piazza Oberdan, accanto ai Bastioni di Porta Venezia, nel 1923 venne aperto l'albergo diurno Venezia. A quell'epoca, serviva per tutti quelli, viaggiatori e cittadini, che avevano bisogno di lavarsi o rilassarsi, e potevano trovare negli alberghi diurni tutti i comfort di cui avevano bisogno: barbieri, manicure e pedicure, ma anche servizi come deposito bagagli e telefono. La formula degli alberghi diurni ha avuto molta fortuna a Milano – il primo ad aprire fu il Cobianchi in piazza Duomo – e anche nel resto d'Italia. Almeno fino a quando non si diffusero i bagni in casa, prima considerati un vero e proprio lusso. Il recente progetto di sistemazione di piazza Oberdan potrebbe presto portare alla "riscoperta" dell'albergo diurno Venezia, un gioiello liberty sul quale molti milanesi camminano ignari.

Palazzo Lombardia

È quantomeno difficile considerare "segreto" un grattacielo che svetta ormai da anni nel cielo della città. Eppure, forse non tutti sanno che ogni domenica, dalle 10 alle 18, è possibile visitare i 39 piani che ospitano la Regione Lombardia, ammirando lo splendido panorama che si offre alla vista dal Belvedere.

La Sinagoga Centrale

La storia della comunità ebraica di Milano è piuttosto recente, e data agli inizi dell'Ottocento. Prima di allora, sotto gli Sforza e i Visconti, agli ebrei era permesso sostare solo qualche giorno in città, ma non risiedervi in pianta stabile. Cosa divenuta possibile a partire dal 1800. Ed è proprio nella seconda metà di quel secolo che fu inaugurata la Sinagoga Centrale, precisamente nel 1892, in via della Guastalla.

Sagrestia e campanile di San Vittore al Corpo

In via San Vittore, vicino al Museo della scienza e della tecnologia dedicato a Leonardo Da Vinci, si trovano una chiesa e un complesso monastico cinquecentesco, costruiti sui resti del mausoleo imperiale voluto da Massimiano in epoca paleocristiana. La particolarità della chiesa di San Vittore è la possibilità di accedere alla sua torre campanaria, da dove si può godere di una vista insolita della città e magari respirare l'atmosfera di un'associazione ancora attiva: quella della Federazione campanari ambrosiani.

Casa Dal Verme e il suo cortile del 400

Proprio di fronte al Teatro Dal Verme, vicino al Castello Sforzesco, si può cercare di visitare "uno dei più raffinati cortili quattrocenteschi superstiti a Milano", quello di Casa Dal Verme, su via Puccini. Il palazzo è appartenuto alla potente famiglia che si fece conoscere soprattutto per aver fornito al ducato di Milano e a Venezia valorosi guerrieri. Pianificare una visita all'interno non è impossibile: basta contattare per tempo la società Reale immobili che ne detiene la proprietà.

La Bicocca degli Arcimboldi

Anche in passato si sentiva la necessità di abbandonare per qualche periodo la città e la sua frenesia e ritirarsi in zone più tranquille. Da qui nasce, nella seconda metà del Quattrocento, la Bicocca degli Arcimboldi, sull'attuale viale Sarca. Si tratta di una villa gentilizia milanese, edificato sulla antica via che collegava Milano a Como e lungo la quale, a quel tempo, abbondavano il verde e i boschi.

La Chiesa di San Paolo Converso, "scuola" per Caravaggio

In piazza Sant'Eufemia, vicino corso Italia, si trova una chiesa Cinquecentesca edificata su volere della nobile Ludovica Torelli, contessa di Guastalla. La contessa decise di abbandonare la vita mondana e, fattasi chiamare "Madonna Paola", vendette tutti i suoi beni per costruire la chiesa e fondarvi l'ordine delle Madri angeliche di San Paolo. Non fu molto fortunata: le monache decisero di dedicarsi alla clausura totale e Madonna Paola, in disaccordo con la scelta, abbandonò l'ordine e ne fondò un altro. Al suo posto arrivò la nobildonna Giulia Sfondrati: fu lei che commissionò a tre fratelli, Giulio, Antonio e Vincenzo Campi, le decorazioni interne della Chiesa. Opere, specie le ultime di Antonio, nelle quali i chiaroscuri sono molto marcati: pare che il giovane Caravaggio abbia indugiato a lungo, da giovane, sulle pitture interne della chiesa.

Il Foro romano, dove Costantino emanò il suo editto

Nascosti sotto il palazzo dell'Ambrosiana, nell'omonima via, si trovano i resti del Foro romano dove venne emanato un editto fondamentale per lo sviluppo del cristianesimo: l'editto dell'imperatore Costantino, nel 313 dopo Cristo. Sulle rovine del Foro sorse prima una chiesetta dedicata alla Santissima Trinità, poi una, più grande, che prese il nome di Santo Sepolcro. Su un lato della chiesa, infine, fu edificata per volere di Federico Borromeo la prima biblioteca pubblica del mondo moderno, la Biblioteca Ambrosiana.